Forum: Risultati Discussione

"Sono un elettore ""Verde"" ho letto il vostro/nostro programma x le prossime elezioni comunali trovandolo molto vasto (forse troppo)ma con mio stupore non ho visto nulla che riguardi una politica contro le discriminazioni sessuali e nulla sulle unioni civili.....capisco che per gli alleati della Margherita (una parte) il problema non e' sentito ma credo che in un comune come il nostro qualcosa in piu' bisogna osarlo! Spero che questa mancanza nel programma sia solo momentanea..visto che stiamo parlando di ""bozza programmatica"". Vorrei anche aderire ai verdi e a tal proposito vorrei maggiori notizie! Saluti " "GIANPAOLO"

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S.O.S dalla montagna,
da Pavullo a Serramazzoni
o ancora più su.
Carissimi,
Avete letto lo "speciale montagna" dei D.S. in regione a cura del consigliere regionale GIANCARLO MUZZARELLI???
E' spaventoso.
ecco un titolo:"sull'Appennino una valanga...di euro"
Per rinnovare, adeguare, ampliare le piste da sci sull'Appennino.
Poi...una valanga di euro anche per la nuova viabilità, circonvallazioni come se piovesse passando come se niente fosse a degradare e distruggere località di interesse naturale e storico ...tutto questo "..salvaguardando il patrimonio ambientale e paesaggistico..".
Queste le opere in grande, in piccolo invece si continua a d operare sul territorio( costruzioni taglio di boschi9 in assoluta assenza di controlli ambientali.
Le autorità preposte ; comunità montana, corpo forestale, e anche i volontari GEV, nel migliore dei casi ignorano le segnalazioni dei cittadini, nel peggiore si rendono conniventi.
io vi chiedo..DOVE SIETE?
DOVE SONO I VERDI DELLA MONTAGNA????
Ho chiesto aiuto a legambiente, al WWF...ma pare che la situazione ambientale della montagna, rispetto a quella urbana, non desti molto interesse o preoccupazione ..
Spero di ricevere una risposta
saluti
silvia 

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Contributo sul tema SPORT

Dimostrare sensibilità ed investire risorse a favore dello sport amatoriale, dell'educazione sportiva e della promozione dello sport di persone disabili sia in acqua sia in palestra sia sulla pista di atletica

Considerare lo sport come una ricchezza umana e sociale, e non come mero fattore competitivo, che innalza il livello civile di una comunità, a partire dalla prima crescita e dalla maturazione dei ragazzi e dei giovani

Stabilire raccordi costanti e funzionali con gli Enti sportivi, con le singole società anche di tipo agonistico, ma soprattutto con le scuole, con le polisportive, con le Circoscrizioni e con tutti quei gruppi che promuovono attività sportive di tipo formativo

Offrire strutture e spazi ben distribuiti nei vari quartieri della città, con particolare riguardo alle periferie, privilegiando la qualità e la varietà ed evitando i doppioni, ed inoltre fare in modo che le esigenze delle scuole si armonizzino con quelle della popolazione e viceversa.

Marco

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Costruiamo le città dei diritti

Arcigay e le elezioni amministrative

Vogliamo delle città che aiutino ogni singolo individuo ad essere soggetto attivo nella costruzione del proprio progetto di esistenza, della propria identità personale e collettiva.

La tutela del diritto di ciascuno ad agire in libertà e nel rispetto delle libertà altrui è legata alla possibilità per ciascuno di essere diverso da tutti gli altri, rimanendo cittadino a pari titolo.

  Vogliamo città che difendano il principio della laicità delle istituzioni pubbliche, tenendo sempre separati gli interessi della cittadinanza dai principi confessionali, garantendo la piena agibilità civica a ogni condizione personale e ad ogni posizione culturale e tutelando il principio della libertà di religione e di concezione del mondo.

Vogliamo città tolleranti e solidali. Occorre che le accentuate diversità tra percorsi di vita non siano affermate da vite sempre più isolate ma da vite reciprocamente riconosciute.

Buon vicinato, attenzione, aiuto reciproco si estinguono se le persone non si sentono riconosciute, accettate nelle loro diversità, se non c’è fiducia. La solidarietà, così come la diffidendenza è contagiosa, per questo bisogna sostenerla energicamente.

È necessario che ogni Comune si doti degli strumenti per affrontare in modo integrato la questione delle discriminazioni basate sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età, l’orientamento sessuale e l’identità di genere.  

Troppo spesso questo non avviene per le persone gay, lesbiche e transessuali, spesso ancora oggetto di pregiudizio sociale e di atteggiamenti discriminatori e perciò limitati nella manifestazione della loro identità. La presenza di comunità gay e lesbiche nelle città italiane ha prodotto servizi sociali, psicologici, aggregativi e progetti culturali, sociosanitari, formativi. Ciò ha consentito alle persone omosessuali di avere modelli positivi di riferimento, di uscire dall’isolamento, di fruire ed essere parte attiva di situazioni aggregative, sociali, culturali.

L’associazionismo gay e lesbico rappresenta un necessario strumento di mediazione sociale per gli interventi dell’amministrazione contro processi di disgregazione ed esclusione e verso il recupero di una piena socialità delle persone omosessuali. Ma i diritti delle persone omosessuali possono essere realmente promossi solo in uno spazio cittadino in cui le amministrazioni comunali e provinciali assumano direttamente e fino in fondo la lotta a ogni forma di discriminazione, il principio della laicità dell’amministrazione e la difesa dei diritti di cittadinanza di ognuno.

Proponiamo l’istituzione presso ogni Comune di un Ufficio per le tematiche legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere, dotato delle risorse e delle competenze necessarie. Riteniamo importante la formazione dei dipendenti comunali e provinciali (polizia municipale, operatori URP, operatori socio sanitari, operatori nel settore sportivo) sulle tematiche glbt. Vanno esplicitati gli interventi a favore delle persone omosessuali e transessuali nelle politiche sociali del Comune (assistenza sociale, interventi rivolti agli anziani, osservatorio sulle immigrazioni, osservatorio sulle politiche giovanili) e costruiti concreti interventi di informazione sull’AIDS e le altre malattie sessualmente trasmissibili. Comuni e province devono farsi carico di finanziare i progetti di prevenzione del disagio degli adolescenti gay e lesbiche nella scuola, anche all’interno dei progetti finanziati dal Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza. Riteniamo necessaria l’attivazione di riferimenti specifici alla realtà gay e lesbica all’interno delle comunicazioni esterne delle amministrazioni e l’esplicita inclusione delle persone omosessuali tra le vittime dell’Olocausto in occasione delle celebrazioni della Giornata della Memoria e del 25 Aprile.

Alle amministrazioni poniamo anche la necessità di fornire gli strumenti adeguati alle associazioni, che svolgono un’opera importante di sussidiarietà , portando avanti con fatica un’azione dall’insostituibile valore sociale: dalla questione di una sede idonea, come già accade in diverse città italiane al supporto alle attività sociali ( consultori, linee di telefono amico, prevenzione sanitaria); dal finanziamento dei progetti culturali (rassegne di cinema, centri di documentazione, pubblicazioni) alla formazione degli insegnanti ed egli operatori sociali.

Chiediamo di riconoscere la dignità e il valore sociale delle relazioni d'amore e convivenza fra persone dello stesso sesso, approvando misure non discriminatorie – ad esempio nell’assegnazione degli alloggi di Edilizia residenziale Pubblica – e compiendo azioni positive che spingano il Parlamento a riconoscere sul piano normativo le coppie gay e lesbiche

Alle prossime elezioni amministrative appoggeremo solo quei/quelle candidati/e

e quelle forze politiche che riconosceranno come importanti queste nostre proposte

e che si impegneranno a realizzarle.

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LETTERA APERTA ALLA CITTA’ DI MODENA 
SULLA QUESTIONE AUTODROMO

Vorremmo poter spiegare a tutti i modenesi le ragioni del nostro no pieno e convinto alla costruzione del nuovo autodromo – o pista prove che dir si voglia - di Marzaglia. Sono ragioni che vanno ben al di là del semplice sgombero dello spazio sociale che pur tanto ci preme. 
Se la decisione avvallata dalla giunta Barbolini – e appoggiata dai candidati sindaci sia di centrosinistra che di centrodestra – si concretizzerà, esproprierà infatti i modenesi dell’ultima area verde alle porte della città, patrimonio della comunità, regalandola ad una società privata: la Vintage srl. Non solo, peggio ancora, causerà il definitivo abbandono dei progetti di rinaturalizzazione che sono attualmente in corso e l’inserimento di quell’area all’interno del parco naturale delle casse di espansione del Secchia. 
Sotto a quei terreni, inoltre, si trovano parte delle falde idriche della città: le meno inquinate da nitrati. Quel terreno, secondo ciò che dicono le relazioni geologiche, è estremamente permeabile e ogni sversamento in quella zona finirebbe direttamente in falda inquinando le acque sotterranee per un lungo tratto - in direzione nord fino al comune di Campogalliano.

La presenza di fontanili e risorgive, caratteristica dell’area di conoide dei fiumi Secchia e Panaro, è la ragione della fondazione della città in questi luoghi ed è quello che distingue Modena dalla bassa pianura. Impermeabilizzare ulteriormente con asfalto e cemento un terreno già ferito dalla cementificazione degli ultimi anni (vedi Grandemilia) e dalle cave di ghiaia significa un passo ulteriore nella cancellazione di quel che rimane della memoria storica di un territorio. 

La costruzione dell’autodromo, con annessi alberghi e centro commerciale come da progetto, è parte di quella concezione di sviluppo insostenibile che tuttora anima i nostri attuali e futuri amministratori: l’idea che il territorio sia al servizio di un’espansione infinita di capannoni, fabbriche e ammennicoli collegati. E’ quell’idea di sviluppo che fa sì, per esempio, che un modenese, nei primi 75 anni di vita abbia il 34,8% di possibilità di ammalarsi di tumore se maschio, il 26,1% se femmina (dati Registro Tumori della provincia di Modena – http://www.rtm.unimo.it/ITA/libro2001.html)

Curioso poi che mentre altrove si parla di città senz’auto, Modena non riesca a fare di meglio che proporre la creazione della “Motor Valley” (in un territorio che ha ormai 66 auto ogni 100 abitanti – nda) . Vorremmo svelare un segreto ai candidati sindaci: la città dei motori c’è già. Il problema è semmai ritrovare le tenui tracce di una città delle persone.
Il nostro no allo scempio ambientale a Marzaglia è in realtà un grande sì alla creazione del bosco di Marzaglia. Perché questa città ha bisogno di un bosco molto più che di un autodromo.

Vorrebbe il candidato Pighi farci credere che i giochi siano già conclusi. Che l’autodromo si farà comunque in virtù di decisioni già prese. Ce lo ha già detto nel corso di alcuni dibattiti pubblici ai quali siamo intervenuti. E’ l’ennesima menzogna. La nuova giunta e il nuovo consiglio comunale dovranno comunque riesaminare la questione autodromo e decidere se ratificare le scelte dell’attuale amministrazione o modificarle. Solo una mobilitazione dal basso potrà fermare il partito unico del cemento e degli affari che già da tempo ha messo le mani sulla “signora città”.
La nostra presenza nell’area in questione la usiamo e la useremo come arma di lotta.

Invitiamo tutti i modenesi a scendere in piazza con noi al corteo del 5 giugno per le strade di Modena. Invitiamo tutti i modenesi a firmare la nostra petizione contro l’autodromo. Invitiamo chiunque abbia piante o arbusti disponibili a fare come noi e piantarli nell’area che dovrebbe diventare autodromo e diventerà invece una piantata. La piantata che li seppellirà.

Spazio sociale libertario/anarchico Libera

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"Problema" "Aree verdi e conservazione della natura" "" "Fino a qualche mese fa avevo la fortuna di abitare in un condominio vicino al centro con un giardino interno grande e quindi pieno di vari tipi di uccellini. La primavera scorsa un ufficio al primo piano ha installato su un terrazzo, contro il regolamento di condominio, un impianto di aria centralizzata (delle dimensioni di 3 mt. x 4mt - in pratica 2 grossi compressori con 3 motori). Ho gia contattato il Comune che ha controllato solo i decibel e non mi ha ancora risposto, ma il rumore notturno e specialmente nelle prime ore del mattino é elevato e mi sveglia tutte le notti. Ma la cosa più spiacevole é che non vi é più segno di qualsiasi tipo di uccello, perché a parte il rumore l'aria che fuoriesce da questi compressori é molto dubbia. Il Condominio ha fatto causa a questo ufficio ma per via legali la cosa sarà risolta solo frà molti anni. Vi ringrazio anticipatamente se potrete suggerirmi qualsiasi altra azione da intraprendere. Cordiali saluti. Katia

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