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Approvato in Consiglio Comunale l’ODG presentato dal Capogruppo dei Verdi Mauro Tesauro sul risparmio energetico e l’utilizzo delle fonti rinnovabili, per tutte le nuove realizzazioni e ristrutturazioni (non soggette a vincoli storico-monumentali) di edifici pubblici, ad uso pubblico e privato.
Il documento verrà integrato nel Piano Energetico Comunale e andrà a modificare radicalmente il Regolamento Urbano Edilizio del Comune di Modena.
In un momento in cui anche i “grandi” della terra si accorgono (tardivamente) delle rilevanti problematiche legate ai cambiamenti climatici, diviene significativo e rilevante intervenire urgentemente, in linea con gli obiettivi di risparmio energetico previsti dal protocollo di Kyoto. Il testo approvato prevede due tipologie di interventi uno che riguarda il risparmio e l’efficienza energetica recependo quanto previsto dal D.L. 19 agosto 2005, n.192, che prevede la prassi della certificazione energetica degli edifici pubblici ad uso pubblico e privati entro l’8-10-06, interventi quali:
a) illuminazione generale spazi esterni (piazze, parchi, ecc..): flusso di luce orientato verso il basso per ridurre l’inquinamento luminoso;
b) impianti elettrici per illuminazione: installazione di dispositivi di controllo/regolazione dei consumi;
a) innalzamento dei livelli vigenti di isolamento termico delle costruzioni;
b) installazione di caldaie a condensazione.
Interviene inoltre sull’utilizzo delle fonti rinnovabili proponendo con carattere di obbligatorietà per il pubblico e ad uso pubblico, e da sollecitare - attraverso debite politiche di agevolazione - per il privato, l’implementazione di:
c) collettori solari per la produzione di acqua calda nel periodo in cui l’impianto di riscaldamento è disattivato, per un fabbisogno energetico adeguato alle dimensioni ed alle funzioni dell’edificio;
d) pannelli fotovoltaici, per un fabbisogno energetico adeguato alle dimensioni ed alle funzioni dell’edificio;
e) eventuali (ove possibile) impianti geotermici di riscaldamento e raffrescamento.
I verdi comunali esprimono soddisfazione per questo passo avanti significativo che assieme all’ODG proposto dal Consigliere Verde M. Tesauro, da poco approvato in Consiglio Comunale sul “divieto di coltivazione di specie vegetali e allevamento di animali geneticamente modificati” nel territorio del comunale, ha caratterizzato l’iniziativa dei Verdi in questo ultimo periodo di confronto politico all’interno dell’attuale maggioranza consiliare.
Giuliano Garagnani
Presidente Comunale dei Verdi
Gruppo Consiliare Verdi Comune di Modena
Modena, 3/5/06
Al Sig. Sindaco
Al Sig. Presidente del
Consiglio Comunale
ORDINE DEL GIORNO
Oggetto: Risparmio energetico e fonti rinnovabili per gli edifici
di uno scenario energetico mondiale particolarmente instabile e viepiù vulnerabile, che rende oramai ineludibile l’uso razionale delle risorse, il rafforzamento su vasta scala delle politiche di risparmio energetico e l’utilizzo di fonti alternative al fossile per l’impatto ambientale che esso comporta;
infatti gli obiettivi di risparmio energetico previsti dal protocollo di Kyoto per il nostro Paese ( - 6,5% rispetto ai gas serra emessi nel ’90);
il sistema di contabilità ambientale del Comune di Modena e quanto previsto dal D.L. 19 agosto 2005, n.192, che prevede la prassi della certificazione energetica degli edifici entro l’8-10-06;
In occasione della presentazione e discussione del Piano Energetico Comunale;
In previsione della prossima imminente variante al POC;
Constatato positivamente
quanto realizzato e già contenuto nel Regolamento Urbano Edilizio del Comune di Modena al riguardo di:
a) recupero e risparmio idrico (dispositivi di riduzione del consumo di acqua, contabilizzazione dei consumi individuali di acqua potabile negli edifici condominiali). REQ 3.5;
b) controllo temperatura dell’aria interna ed acqua sanitaria ( Legge 10/91). REQ. 7.1
di attivare interventi strutturali di risparmio energetico ulteriori ed ambientalmente compatibili – per altro alcuni già in corso - attraverso il recepimento nel RUE di norme cogenti per tutte le nuove realizzazioni e ristrutturazioni (non soggette a vincoli storico-monumentali) di edifici pubblici, ad uso pubblico e privati.
Azioni quali:
a) illuminazione generale spazi esterni (piazze, parchi, ecc..): flusso di luce orientato verso il basso per ridurre l’inquinamento luminoso;
b) impianti elettrici per illuminazione: installazione di dispositivi di controllo/regolazione dei consumi;
c) innalzamento dei livelli vigenti di isolamento termico delle costruzioni;
d) installazione di caldaie a condensazione.
con carattere di obbligatorietà per il pubblico od ad uso pubblico, e da sollecitare - attraverso debite politiche di agevolazione - per il privato, l’implementazione di:
e) collettori solari per la produzione di acqua calda nel periodo in cui l’impianto di riscaldamento è disattivato, per un fabbisogno energetico adeguato alle dimensioni ed alle funzioni dell’edificio;
f) pannelli fotovoltaici, per un fabbisogno energetico adeguato alle dimensioni ed alle funzioni dell’edificio;
g) eventuali (ove possibile) impianti geotermici di riscaldamento e raffrescamento.
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Il passaggio da tassa a tariffa che il Comune di Modena si accinge a realizzare è uno strumento importante per incrementare la raccolta differenziata e raggiungere nei tempi più brevi possibili l’obiettivo del 55% (che si sarebbe già dovuto raggiungere mentre ad oggi siamo al 30,2).
La tariffa verrà calcolata separando i costi fissi da quelli variabili:
a) costi fissi: costi che non subiscono variazioni al variare del volume di attività del
servizio erogato, riferiti in particolare ad attività amministrative, agli investimenti
per le opere ed ai relativi ammortamenti;
b) costi variabili: costi che subiscono variazioni al variare del volume di attività del
servizio erogato, rapportati alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito
(percorso di raccolta, … ) e all’ entità dei costi di gestione.
Ora è evidente che la variazione percentuale tra i diversi costi può giocare un ruolo importante nel determinare o meno il raggiungimento degli obiettivi fissati.
Più grande sarà la differenza tra i costi (privilegiando il cittadino virtuoso con incentivi significativi) più aumenterà conseguentemente la raccolta differenziata.
Gli unici incentivi proposti in questa prima fase sono quelli relativi alla consegna di alcune tipologie di rifiuti alle isole ecologiche, vanno invece individuate da subito le utenze virtuose (principalmente per il centro storico con i condomini che aderiranno volontariamente al progetto di R.D.) attraverso le diverse metodologie per l’attribuzione della parte variabile della Tariffa (TV), organizzando il servizio in modo tale da consentire la quantificazione dei conferimenti e/o dei servizi erogati.
Se in questa prima fase sperimentale il servizio non consentirà tale quantificazione, la TV può essere determinata (in ordine di priorità):
a) utilizzando indici di produttività messi a punto attraverso analisi della produttività
dei rifiuti da parte delle categorie svolte a livello locale;
b) servendosi delle analisi della produttività dei rifiuti realizzate dall’Osservatorio
Regionale dei Rifiuti per le utenze domestiche (UD) e per le utenze
non domestiche (UND);
c) servendosi degli indici di produttività (Kb, Kd) previsti dalle tabelle 2, 3,
dell’ allegato 1 al D.P.R. 27/04/1999, n. 158.
In questa ottica i progetti sperimentali di riorganizzazione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e della raccolta differenziata, che interverranno nel Centro Storico della città con un sistema che utilizzerà anche la raccolta porta a porta e a Modena Est con la ridistribuzione dei cassonetti, la realizzazione di un area attrezzata (via XXII Aprile), di un isola ecologica (via Germania) e su progetti rivolti alle aree artigianali e alle grandi utenze, vanno integrati da subito nel sistema tariffario.
Terminata la fase sperimentale dei progetti, verificati gli obiettivi raggiunti (fine 2006) e fatti i necessari aggiustamenti, chiediamo l’immediata estensione a tutta la città per accelerare così il raggiungimento dell’ obiettivo del 55% di R.D, la previsione del 2012 ci pare non accettabile, se ci si impegna seriamente questo obiettivo può essere raggiunto in tempi notevolmente più rapidi.
Se prendiamo ad esempio l’esperienza fin qui maturata dal Consorzio del Priula (che comprende 14 comuni), emerge che dal 2000 al 2002 con un sistema combinato basato principalmente sul sistema di raccolta porta a porta, la raccolta differenziata è passata dal 27% al 66%.
Pur riconoscendo la complessità del sistema di gestione rifiuti di una città come Modena (175.000 abitanti), riteniamo che un sistema combinato e flessibile come questo sia la strada da seguire.
Sarà molto importante intervenire in maniera prioritaria sulla produzione complessiva dei rifiuti al fine di stabilizzarli a livelli quanto più bassi possibile.
Inoltre per quanto concerne l’inceneritore, avendo constatato che l ‘adeguamento alle migliori tecnologie associato ai costi generali del progetto per la quarta linea, comporteranno una spesa generale molto elevata, riteniamo che questi investimenti potrebbero essere invece destinati al potenziamento della raccolta differenziata.
Raggiungendo e superando in tempi rapidi gli obiettivi prefissati con quote che di R.D. superiori al 60% diverrebbe inutile ed antieconomico l’utilizzo degli inceneritori, ai quali è auspicabile vengano tolti i finanziamenti per la produzione di energia (termovalorizzazione) sottratti alle fonti energetiche rinnovabili vere, (ogni tonnellata di rifiuti bruciata produce tre tonnellate di CO2), determinando un sensibile beneficio alla qualità dell’aria e conseguentemente alla salute dei cittadini.
Giuliano Garagnani
Presidente Comunale dei Verdi
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OGGETTO: FONDAZIONE BIAGI
Data l’occasione della pre-inaugurazione della struttura che ospiterà la fondazione “M.Biagi” non possiamo esimerci da alcune considerazioni.
Ciò che sta avvenendo in Francia in questi giorni è ciò che potrebbe ripercuotersi anche altrove…
Ma cosa lamentano e contestano i giovani (non solo giovani purtroppo) ed i sindacati d’oltralpe?
Il cosiddetto contratto di prima occupazione (CPE), ovvero la libertà da parte del padronato di fare ciò che vuole del proprio dipendente.
La tanto invocata flessibilità, introdotto in Italia dal “pacchetto Treu” prima e portata alle estreme conseguenze con la legge 30 del Ministro Maroni poi.
Un impianto che, tra gli altri, mette a regime strumenti quali il Job Sharing ed il Job on Call, vale a dire l’usa e getta interinale della precarizzazione a vita (e in conseguenza di tutte le sfere della vita) che drogando pure le statistiche ci fa apparire tutti più occupati ma è tanto funzionale ad un sistema produttivo sempre più selvaggiamente liberista che non tollera lacci e vincoli di sorta per perseguire i propri “bisogni” (ricordate la proposta del medesimo Maroni di abrogare l’articolo 18?).
Il prof. Tiraboschi ci perdoni il “provincialismo” ma i Verdi auspicano che un prossimo Governo ripensi a tutto ciò ed abroghi la Legge 30 che non per caso Berlusconi ci ha lasciato.
Il Capogruppo VERDI Consiglio Comunale
Mauro Tesauro
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Modena, 20/2/06
La Bretella Campogalliano-Sassuolo è in dirittura di arrivoper l’ennesima volta almeno così pare. Tutti si vantano di aver portato a casa l'opera, opera che i Verdi invece osteggiano da sempre per i motivi seguenti e come recentemente riemerso dal dibattito consiliare:
1. Perché la bretella costituisce un “doppione” della Modena-Sassuolo urbana da anni ancora in corso di completamento! Ci troveremo infatti con due superstrade a quattro corsie, tra loro parallele a distanza di pochi chilometri ed entrambe confluenti sulla già trafficatissima Pedemontana.
2. Perché è evidente che una nuova autostrada attirerà e incentiverà ulteriormente il traffico su gomma, aggravando in prospettiva la situazione della mobilità locale con incremento delle emissioni inquinanti.
3. Perché il traffico su gomma comporta dimostrati e gravissimi danni alla salute dei cittadini ed elevati costi sociali e sanitari. Sarebbe pertanto miope ed insostenibile perseverare nell’incentivare la mobilità stradale su gomma in luogo di una riconversione logistica delle merci che non può non guardare al ferro. Ed in questo senso noi chiediamo che venga riconvertito il progetto.
4. Perché questo progetto è in contrapposizione inevitabile con i previsti interventi di potenziamento ferroviario a servizio del comprensorio ceramico e con gli scali merci previsti.
5. Perché la realizzazione di questa nuova autostrada comporta un impatto sul territorio insostenibile, in quanto interferirà pesantemente sull’asta del Secchia e su diverse aree protette e zone di elevato interesse naturalistico (Casse di espansione del Secchia, Ex Cave Rametto, Oasi di Colombarone, ecc…).
Il CDA di ANAS ha annunciato inoltre il progetto preliminare della Lucca – Modena (lotto 0 ), costo stimato 498,1 milioni, tempo previsto 40 mesi, gallerie per l’80% del tracciato ( per la gioia del buon Lunardi…). Formalmente si tratta di alleggerire il traffico, sostanzialmente si tratta del “sogno” ricorrente di una autostrada che colleghi Lucca - Modena, della quale pochi vedono l’utilità, a parte il Presidente del Senato ed il Ministro dell’Ambiente eletti proprio da quelle parti.
Il progetto prevede di attraversare, scempiandolo, uno tra i più bei paesaggi d’Italia, i cui abitanti per altro sono già sul piede di guerra. Per fortuna, in questo caso e come al solito, i soldi non ci sono, tanto meno l’assenso della Regione.
Al riguardo, i Verdi preannunciano tutta la loro contrarietà per l’ennesima, miope ed ambientalmente devastante arteria stradale.
Il Capogruppo Consiliare
Mauro Tesauro
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NOTA STAMPA
15/03/06
Per giorni e giorni, almeno 500.000 migranti hanno sostato all’addiaccio, per altro con temperature molto rigide, davanti agli uffici postali di tutta Italia per partecipare alla ridicola riffa che assegna 170.000posti di lavoro , benché vada biennali!
Solo i primi 27 circa di ogni chilometrica fila potranno probabilmente farcela; per gli altri, che già rappresentano una “eccellenza”, il nulla e lo spettro della clandestinità e dei vergognosi CPT.
I Verdi esprimono la loro vicinanza a tutti i fratelli migranti in cerca di una vita migliore ed auspicano che i prossimi governi diano permessi di soggiorno anche a chi cerca lavoro e promuovano una sanatoria che ponga fine a questa inaccettabile crudele follia.
Mauro Tesauro
Capogruppo Verdi Consiglio Comunale
Consigliere Incaricato per le politiche di cooperazione e solidarietà internazionale
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02/03/06
La vicenda del pestaggio di Sassuolo non può avere giustificazioni, un agente di pubblica sicurezza, quando compie un arresto ha tutti gli strumenti e la professionalità per farlo garantendo la sicurezza propria e l’incolumità del fermato.
Se così non avviene, come nel caso di Sassuolo, non ci sono giustificazioni, anche perché guardando il filmato si intuisce che in una situazione del genere l’arrestato (del quale poi la magistratura verificherà le responsabilità) avrebbe potuto subire lesioni anche gravi.
Pur capendo il clima di tensione e di rabbia dei cittadini che devono quotidianamente affrontare una situazione di difficile convivenza nel degrado sociale che caratterizza il quartiere Braida, non possiamo però condividere un atteggiamento, emerso anche dalle innumerevoli lettere alla Gazzetta di Modena, di sostegno a chi in quella occasione specifica ha sicuramente sbagliato.
Non si tratta di sostenere o meno l’arma dei Carabinieri, alla quale diamo ciò nonostante la nostra fiducia, estendendola a tutte le forze dell’ordine (i cui ranghi vanno sicuramente potenziati nel difficile compito di mantenere la legalità in situazioni come quella di Sassuolo), ma di censurare chi ha sbagliato abusando della propria autorità.
Giuliano Garagnani
Portavoce comunale dei Verdi
Mauro Tesauro
Capogruppo Consiliare dei Verdi Comune di Modena
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Modena, 21/2/06
Così come grottescamente congegnato, pare ormai evidentemente inutile il Protocollo regionale che avrebbe dovuto contrastare l’”emergenza” PM 10.
Ugualmente inefficace, a fronte di una congenita stagnazione metereologica, appare persino il blocco nei confronti dei soli autoveicoli.
Occorre dunque disobbedire a tale accordo e rafforzare gli interventi- con buona pace di alcune organizzazioni del commercio-,a prioritaria tutela della salute e per ridurre gli sforamenti nel rispetto della norma.
A nostro vedere, conclamata ormai l’insostenibilità del modello di vita che ci siamo dati, indubbiamente da correggere , va da subito messo a regime un tavolo provinciale dei principali settori “portatori” di polveri sottili onde – in via emergenziale- periodicizzare i blocchi totali dei veicoli, restringere le (troppe) deroghe e gli orari di comodo e, conseguentemente,estendere la manovra agli impianti di riscaldamento obsoleti ed a quelli industriali più impattanti, inceneritore incluso.
Il Capogruppo Mauro Tesauro
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Pretestuose le polemiche della Destra sulla mostra dedicata alle Foibe.
Modena, 13/2/06
La giornata del “Ricordo” dell’eccidio delle Foibe, strage orrenda in quelle strage più ampia che è stata la seconda guerra mondiale, seppur pertinentemente, è nata e si è affermata con una strana carica”rivendicativa” da parte della Destra italiana.
Ma la memoria semanticamente è una cosa ed il ricordo un’altra . Il secondo non può avere senso compiuto senza la prima, il fatto storico, infatti, va sempre collocato all’interno del proprio contesto di riferimento per comprendere al meglio, senza (sospette) rimozioni o giustificazioni di sorta.
Per cui, bene e correttamente ha fatto la mostra organizzata in Palazzo comunale, dando il dovuto tributo a quei nostri morti, a raccontare anche della sanguinosa aggressione nazi-fascista nei Balcani, dei lager italiani, della risiera di S.Sabba.
Vicende senza le quali sarebbe impossibile capire.
Il capogruppo Mauro Tesauro
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Modena, 16/2/06
Oggetto: i Verdi di Modena non hanno votato il Fondo rotativo per le imprese.
I Verdi di Modena si sono alla fine astenuti dal votare la delibera che attiva il cosiddetto “ Fondo rotativo per le piccole e medie imprese” (oggi presentato alla stampa) non tanto per lo stretto merito tecnico, che possiamo certo condividere, vale a dire la riduzione degli oneri bancari per quelle realtà aziendali che si qualificano per innovazione di processo o di prodotto, ma per motivi etici.
Non abbiamo votato quella delibera per le bizzarrie in essa contenute per quanto concerne i settori produttivi eventualmente da agevolarsi.
A proposito di innovazione, infatti, si tengono fuori, ad esempio, piccole aziende meccaniche che magari fanno motoristica pulita o a basso impatto ma rientrano, in compenso, addirittura i laboratori di pellicceria! Dove poi, questi ultimi facciano innovazione resta alquanto misterioso: recupero virtuoso di frattaglie animali senza lordarne il pelo, silenziatori per attutire le urla di dolore dei poveri animali barbaramente torturati, soppressi ed infine scuoiati?
Dopo lungo e acceso dibattito in sede di Consiglio comunale, a questo proposito, abbiamo ottenuto che alla delibera, come atto di indirizzo, venisse almeno allegato l’ordine del giorno consiliare votato all’unanimità contro l’importazione delle pellicce cinesi e che comunque condanna tale prassi per quello che riguarda il nostro Paese. Questo, per evitare che a queste “attività”-che noi definiamo barbare- vadano le agevolazioni previste dal Fondo.
Comunque vigileremo, nella speranza che certi costumi possano finalmente cambiare, nel rispetto dei diritti e nel benessere dei nostri amici animali, che preferiamo vivi e vegeti e non pencolanti come lugubri trofei dalle spalle di qualcuno.
Consigliere incaricato dei diritti degli animali Mauro Tesauro
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Modena, 13/2/06
Oggetto: “Giornata del farmaco” e medicinali nei supermercati.
Anche quest’anno si è celebrata la curiosa “Giornata del farmaco”, ove i cittadini fanno dono ai poveri - giammai le case farmaceutiche che sappiamo, gadget a parte , non brillare mica tanto di generosità ( vedi il caso delle licenze di alcuni farmaci salvavita che si guardano bene dal concedere a quei Paesi che ne hanno strenuo bisogno!)- di un medicinale acquistandolo in vece loro.
I supermercati Coop, poi, stanno raccogliendo valanghe di firme per poter “finalmente” permettere l’ingresso sugli scaffali a farmaci e presidi vari che non richiedano la ricetta del medico.
I Verdi, da sempre peraltro impegnati nel sostegno alle medicine alternative, naturali, olistiche, omeopatiche e delle prassi curative “dolci” e non invasive, manifestano nel merito tutta la loro perplessità considerando il modello “drug store”, con prezzi indubbiamente ribassati, commessi in camice bianco e farmaci maggiormente alla portata di tutti, pericolosamente propedeutico a quella vera e propria piaga- non a caso tipicamente anglosassone- che è l’abuso farmacologico.
Il Capogruppo Mauro Tesauro
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Modena, 20/2/06
La Bretella Campogalliano-Sassuolo è in dirittura di arrivoper l’ennesima volta almeno così pare. Tutti si vantano di aver portato a casa l'opera, opera che i Verdi invece osteggiano da sempre per i motivi seguenti e come recentemente riemerso dal dibattito consiliare:
1. Perché la bretella costituisce un “doppione” della Modena-Sassuolo urbana da anni ancora in corso di completamento! Ci troveremo infatti con due superstrade a quattro corsie, tra loro parallele a distanza di pochi chilometri ed entrambe confluenti sulla già trafficatissima Pedemontana.
2. Perché è evidente che una nuova autostrada attirerà e incentiverà ulteriormente il traffico su gomma, aggravando in prospettiva la situazione della mobilità locale con incremento delle emissioni inquinanti.
3. Perché il traffico su gomma comporta dimostrati e gravissimi danni alla salute dei cittadini ed elevati costi sociali e sanitari. Sarebbe pertanto miope ed insostenibile perseverare nell’incentivare la mobilità stradale su gomma in luogo di una riconversione logistica delle merci che non può non guardare al ferro. Ed in questo senso noi chiediamo che venga riconvertito il progetto.
4. Perché questo progetto è in contrapposizione inevitabile con i previsti interventi di potenziamento ferroviario a servizio del comprensorio ceramico e con gli scali merci previsti.
5. Perché la realizzazione di questa nuova autostrada comporta un impatto sul territorio insostenibile, in quanto interferirà pesantemente sull’asta del Secchia e su diverse aree protette e zone di elevato interesse naturalistico (Casse di espansione del Secchia, Ex Cave Rametto, Oasi di Colombarone, ecc…).
Il CDA di ANAS ha annunciato inoltre il progetto preliminare della Lucca – Modena (lotto 0 ), costo stimato 498,1 milioni, tempo previsto 40 mesi, gallerie per l’80% del tracciato ( per la gioia del buon Lunardi…). Formalmente si tratta di alleggerire il traffico, sostanzialmente si tratta del “sogno” ricorrente di una autostrada che colleghi Lucca - Modena, della quale pochi vedono l’utilità, a parte il Presidente del Senato ed il Ministro dell’Ambiente eletti proprio da quelle parti.
Il progetto prevede di attraversare, scempiandolo, uno tra i più bei paesaggi d’Italia, i cui abitanti per altro sono già sul piede di guerra. Per fortuna, in questo caso e come al solito, i soldi non ci sono, tanto meno l’assenso della Regione.
Al riguardo, i Verdi preannunciano tutta la loro contrarietà per l’ennesima, miope ed ambientalmente devastante arteria stradale.
Il Capogruppo Consiliare
Mauro Tesauro
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Oggetto: Moratoria Termovalorizzatore
L’ODG di tutela e garanzia, proposto ed approvato dalla maggioranza nel Consiglio Comunale di Modena per l’adeguamento del termovalorizzatore di Via Cavazza, riteniamo possa essere considerato punto di partenza rispetto ad un tema complesso e di responsabilità collettiva quale quello di una corretta gestione rifiuti.
Un ODG attraverso il quale la politica pone vincoli e paletti ulteriori per ridurre e monitorare gli impatti ed ove interviene nel tentativo di piegare alle esigenze dei territori serviti (un solo impianto/solo per Modena e la sua provincia) una struttura che non dovrà certo essere mera fonte di lucro per la “nostra” quotata in borsa, oggi incorporatasi in Hera.
Tanto lavoro c’è ancora da fare, soprattutto per continuare ad innalzare la quota di raccolta differenziata che ancora mediamente langue rispetto agli obiettivi provinciali prefissati, e per chiudere finalmente e definitivamente la discarica di via Caruso.
Noi vigileremo affinché tutte le richieste avanzate nell’ODG di Modena vengano fatte strettamente osservare. Altrimenti, non saremmo più politicamente in grado di giustificare un impianto di tale dimensionamento.
Quindi, alla luce di questa premessa, degli scenari di aggregazione, delle legittime richieste di comitati e residenti e delle norme europee sulla materia recentemente recepite dal Governo che abrogano le direttive esistenti, i Verdi ed il Gruppo Consiliare Comunale sottoscrivono la proposta che l’inizio lavori per il potenziamento dell’impianto osservi un periodo di moratoria di un anno onde poter ancor meglio e più serenamente valutare le questioni di cui sopra, il progetto, le nuove stime del Piano Provinciale Gestione Rifiuti e anche altre possibili opzioni, per dare così risposta compiuta alle preoccupazioni dei cittadini.
Ricordiamo infine che i Verdi - che da varie legislature partecipano al governo di questa città - hanno l’abitudine e la capacità di sapersi assumere le proprie responsabilità rispetto alle scelte fatte. Se, quindi, come è vero, era stato dato un preassenso politico al progetto di adeguamento (non ancora comunque espletata la procedura di VIA), va anche detto che il contesto di allora - visti i numeri provinciali contenuti nel PPGR, gli orizzonti di aggregazione e la “minaccia” di realizzare almeno un altro inceneritore in Provincia (Fossoli) – giustificò inevitabilmente tale percorso.
Oggi, invece, in un quadro molto diverso, ci pare che la richiesta di una pausa di riflessione sia assolutamente opportuna, anche per recuperare ed allargare un confronto che nella scorsa legislatura vide protagonista il solo livello circoscrizionale.
Coordinamento cittadino dei Verdi Modena
Giuliano Garagnani
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ELEMENTI DI DISCUSSIONE SUL PIANO PROVINCIALE PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI
Considerata l'imminente discussione per l'approvazione del Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti (PPGR), già adottato con delibera consiliare n. 44 del 17/03/2004, che contiene anche la previsione del potenziamento del termovalorizzatore di Via Cavazza, si ribadiscono le seguenti proposte:
1) Vista venticinque anni dall'avvio dell'impianto d'incenerimento dei rifiuti, la totale mancanza di dati di riferimento in merito, si ritiene necessario valutare scientificamente, con indagini di vasto spettro, gli effetti sulla salute dei cittadini che risiedono e lavorano entro il raggio di quattro chilometri dall'impianto, così da rassicurare l'opinione pubblica sui livelli d'inquinamento e sullo stato di salute della numerosa popolazione interessata dalle emissioni del termovalorizzatore. Nello studio dovrà, ovviamente, essere presa in esame anche la sinergia dei vari e numerosi elementi che fuoriescono dall'impianto (fumi e ceneri), oltre agli altri inquinanti già presenti nell'ambiente e dovuti ad altre cause quali: industrie, trasporti, depuratore e discarica.
Una commissione di tre accademici specialisti di epidemiologia, (si sottolinea il valore dell'esperienza in essere a Cesena, condotta dal dott. Paolo Lauriola) scelti sulla base dei curricoli fra gli studiosi dell'Università di Modena, di Bologna (Ateneo e CNR) e di Parma, condurrà ogni ricerca ritenuta scientificamente opportuna, valendosi di dati storici e conducendo indagini empiriche mirate.
Altre tre commissioni, composte secondo una logica analoga, accerteranno sperimentalmente e per lunghi periodi, così da registrare le varianze d'intensità dei processi:
a) lo stato dell'aria;
b) lo stato del terreno (e le conseguenze sulla catena alimentare);
c) lo stato delle acque di. falda nell'area compresa entrò il raggio di quattro chilometri.
Agli studiosi impegnati sarà riconosciuto il diritto di pubblicare nelle sedi accademiche i risultati ottenuti dalle ricerche condotte. Alle conclusioni delle indagini sarà data la massima pubblicità in chiave divulgativa.
2) Visto che:
- le Direttive CEE insistono sulla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento e si pongono come obiettivo quello di evitare o ridurre al minimo le emissioni nell'acqua, nell'aria, nel suolo derivanti dal trattamento dei rifiuti per conseguire un elevato livello di protezione dell'ambiente;
- il D.Lgs 5/2/97 n. 22 (Decreto Ronchi) invita le autorità competenti della pianificazione dei rifiuti (Provincia) a favorire in via prioritaria la prevenzione e la riduzione della produzione dei rifiuti e precisa che deve essere favorito il reimpiego ed il riciclaggio, di modo che lo smaltimento costituisca la fase residuale della gestione dei rifiuti;
lo stesso Decreto pose l'obiettivo di raccolta differenziata da raggiungere entro il 2003 nella misura del 35%;
già nel Primo Documento d’indirizzo per l'Elaborazione del PPGR (approvato con delibera di Consiglio provinciale n. 77 del 5/05/2002), in armonia col Decreto Ronchi, furono affermate le stesse priorità e fissato l'obiettivo di raccolta differenziata nella percentuale minima del 55% da raggiungere al 2005;
nel PPGR, adottato nel marzo 2004, vennero ribadite le stesse necessità e obiettivi, da raggiungere in tutti i comuni appartenenti all'A.T. O. (Ambito Territoriale Ottimale, corrispondente all'intera provincia);
Considerato:
-Che gli obiettivi prefissati sono stati disattesi dalla maggior parte dei Comuni della Provincia (32% media della raccolta differenziata in tutta la Provincia);
-Che pertanto si creano tutti i. presupposti atti a favorire lo: smaltimento dei rifiuti mediante termocombustione, che in tal modo, da residuale, diventa invece la modalità maggioritaria.
- ribadiscono la necessita di rispettare, così come fatto da alcuni comuni, gli obiettivi prefissati nel PPGR sollecitano a rientrare nei limiti stabiliti entro 12 mesi dall’entrata in vigore del Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti, sottolinea inoltre la necessità di incrementare annualmente la quota del 55% che non può restare tale sino al 2012
- propongono, in caso di reiterata inadempienza, di applicare misure sanzionatorie (quali il divieto di smaltimento in provincia di Modena delle quantità di rifiuti risultanti dalla differenza fra l'obiettivo di raccolta differenziata programmata e quello effettivamente raggiunto, verso le comunità locali che non raggiungono gli obiettivi di riduzione, recupero e riciclaggio dei rifiuti, in quest'ottica si ribadisce l'importanza di giungere, quanto prima ad applicare regimi tariffari che premino le realtà più virtuose nell'effettuazìone della raccolta differenziata, e penalizzino per contro le realtà più arretrate
- sollecitiamo tutti i comuni appartenenti all'ATO a riorganizzare il servizio di raccolta dei rifiuti, in particolare utilizzando il sistema domiciliare largamente sperimentato nelle province del Nord Est;
viste le recenti polemiche nella pubblica. opinione, suggeriscono l'accertamento dei dati sulla produzione complessiva dei rifiuti nell’ambito provinciale
- propongono inoltre la verifica del conferimento finale dei rifiuti raccolti in modo differenziato mediante bolle di trasporto.
Evidenziano l’opportunità che in attesa dei risultati dell’attivazione della raccolta differenziata, Meta non attivi investimenti sul termocombustore, che potrebbero rivelarsi economicamente non vantaggiosi se non palesemente inutili. Adeguare, pertanto alle normative in essere le tre linee esistenti, senza incrementarne la capacita.
Ritenendo infine prioritaria la tutela della salute dei cittadini, condividono il contenuto dell'ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale di Modena e riaffermano la ferma volontà di porre in essere tutti gli strumenti disponibili a verificare le condizioni di sicurezza, nonché ad intervenire incondizionatamente ove risultassero fenomeni dannosi per la salute umana.
Federazione dei Verdi di Modena
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Comunicato Stampa: Bretella Campogalliano Sassuolo
E’
passata ieri al Senato la legge delega in materia ambientale che comprende il
condono sull’abusivismo edilizio nelle aree protette, provvedimento
inaccettabile che andrà a sanare anche (ma non solo) lo scempio perpetuato alla
natura e al paesaggio in un area protetta della Sardegna da “Villa Certosa”
residenza estiva del primo ministro Berlusconi.
In
questo contesto e sulla stessa lunghezza d’onda, il Ministro Lunardi ha dato
parere favorevole alla valutazione di impatto ambientale sul progetto di quella
che sarà l’ennesima striscia d’asfalto nella nostra provincia, la bretella
Campogalliano Sassuolo.
Mentre
ancora risulta incompiuta la superstrada a quattro corsie Modena Sassuolo, si
vuole così dare il via a un progetto che nasce già obsoleto, invece di puntare
con forza sul trasporto ferroviario e quindi sull’utilizzo degli scali merci
come quello di Dinazzano, creando così un inutile competitore, che attraverserà
le casse di espansione del Secchia; lo stesso percorso natura da poco realizzato
verrà stravolto e diventerà la pista ciclabile della bretella stessa.
Il
costruttore Pizzarotti della società SCARL si è offerto tempestivamente di
finanziare la bretella attraverso un project financing, facendo così pagare un
pedaggio con una concessione trentennale.
I
Verdi da sempre contrari a questo
sciagurato progetto, chiedono che venga completata la Modena Sassuolo Urbana,
ricordando inoltre che alla luce degli ultimi rilevamenti satellitare dell’ESA
(satellite Envisat) sull’inquinamento atmosferico da Diossito di Azoto (NO2), la pianura padana risulta essere una
delle aree più inquinate del pianeta, Provincia di Modena compresa.
E’ indispensabile cambiare rotta, privilegiando lo spostamento di merci e persone con una mobilità sostenibile, dalla gomma al ferro.
Federazione dei Verdi Comune di
Modena
L’esecutivo Comunale
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Dove
porteranno le alleanze che la Penelope Meta sta tessendo e ritessendo?
Verso
l’ovest di NEWCO, l’est di HERA od il nord che attraverso l’asse del
Brennero conduce a Verona?
Ancora
non è dato sapere.
Ma
se tante ancora sono le incognite, al contrario, ben chiare sono le certezze;
per meglio dire, ciò che noi invece vorremmo.
Vorremmo
un’azienda moderna e capace, dove il ruolo del pubblico non venga svilito ma
mantenga alto il timone delle garanzie. Garanzie ambientali, economiche e
sociali per i territori coinvolti e per quanti li abitano: cittadini, si
chiamano, e non riduttivamente clienti, dato che ciò che META dispaccia loro
non sono beni effimeri di consumo ma “cosucce” come acqua ed energia, beni
vitali e beni di tutti, che appartengono alla sfera dei diritti e non solo a
quella prezzolata dei bisogni da soddisfare e magari affaristicamente da
incrementare.
Vorremmo
un’azienda pubblica e quindi di TUTTI, portata alla conoscenza di tutti, che
sappia fare e non sprecare, in grado di aiutarci ad abbattere i nostri
insostenibili consumi idrici giornalieri ed i nostri 500 KG a testa di rifiuti
all’anno, investendo prioritariamente e strategicamente nel risparmio delle
risorse, nelle fonti energetiche rinnovabili e pulite (si veda ciò che sta
accadendo in questi giorni per l’ennesimo caro petrolio), nel
teleriscaldamento e nelle pratiche della raccolta differenziata…
Ecco
ciò che vorremmo e – a proposito di piano industriale- ciò per cui ci
batteremo, e non ci pare francamente un’utopia.
Il
Capogruppo Consiliare
Mauro Tesauro
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Comunicato Stampa: Maggioranza di Governo e Verdi - 12/01/2007
La
Federazione dei Verdi del Comune di Modena prende atto della disponibilità
della maggioranza a confrontarsi su una serie di temi locali di governo
particolarmente delicati, che vanno da Marmaglia a Piazza Matteotti, dal CPT al
sostegno della Cooperazione decentrata, dal futuro di Meta alla Metro-Tramvia,
dal potenziamento del Termovalorizzatore di via Cavazza, alla bretella
autostradale Modena-Sassuolo, convinti del fatto che urga un miglior
coordinamento ed una maggior collegialità
all’interno di questo centro sinistra, di cui i Verdi ritengono di
essere parte importante e fondante, soprattutto certi della necessità di
ricondurre le tante questioni specifiche ad un più generale disegno della città
da condividere.
Sulla
cosiddetta “pista prove” di Marzaglia, infine i Verdi ribadiscono la loro
contrarietà nel merito del progetto e per il sito prescelto.
Confidiamo
che il dibattito al riguardo sia proficuo, uscendo dalle stanze di lobbies e
della sola politica per interessare e coinvolgere, a proposito di
partecipazione, la città tutta.
Di ciò restiamo in attesa.
Federazione dei Verdi Comune di
Modena
L’esecutivo Comunale
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Modena 20/11/04
Il
ministro Giovanardi è preoccupato che i Verdi si occupino solo degli abusi di
Villa Certosa; vogliamo allora rincuorarlo, ricordandogli che i Verdi non
dimenticano affatto – visto che da queste parti contribuiscono al governo
delle città – i temi locali e che a proposito della chiusura della discarica
di via Caruso, interessata dal passaggio dell’Alta Velocità, farebbe meglio
ad andare a rileggersi quei famosi accordi procedimentali che tanto
strumentalmente cita.
Scoprirebbe
infatti che, per la discarica, la chiusura è prevista in coincidenza
dell’”avvio dei lavori ferroviari”, vale a dire, finiti i lavori
preparatori, e se ciò si è dilatato nel tempo, è anche grazie al Ministro
stesso.
A
proposito poi di “bomba ecologica”, segnaliamo che la discarica di Via
Caruso è costantemente monitorata, come non sempre avviene in questo Paese, e
che il rischio ecologico lo abbiamo affianco costantemente, ed è quello legato
ad una mobilità sempre più insostenibile.
Per
quanto concerne, inoltre, il previsto e recentemente deliberato dalla Provincia,
potenziamento del termovalorizzatore di Via Cavazza, i Verdi vogliono ricordare
alla città e ribadire alla propria maggioranza i punti seguenti:
Queste
le proposte dei Verdi (che si
tradurranno in un ODG consiliare) per un tema cruciale, quello della gestione e
dello smaltimento dei rifiuti, che è responsabilità collettiva e che va
affrontato nel merito, senza facili demagogie e strumentalizzazioni di sorta.
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I Verdi con una mozione unitaria rinnovano gli organi dirigenti
sabato 27 novembre 2004
I
Verdi di Modena, riuniti in assemblea Giovedì 25/11/04, con un una mozione
unitaria votata all’unanimità (40 votanti una sola scheda bianca), hanno
designato il nuovo presidente cittadino ed integrato l’attuale esecutivo.
Risulta
eletto Presidente dei Verdi Comunali, Giuliano Garagnani, ed insieme a Giuseppe
Lodi, Andrea Monzani, Marco Sassi, Massimo Morandi, integrano il direttivo:
| Paola
Aime. | |
| Giovanni
Ponti. | |
| Carmela
Di Gregorio. | |
| Emilio
Teglio. |
E’
membro di diritto il capogruppo consiliare dei Verdi Mauro Tesauro.
Il
nuovo direttivo, pur continuando a lavorare sui temi storici della politica dei
Verdi modenesi, quali la mobilità, l’urbanistica sostenibile, il riuso, il
risparmio energetico, etc., si attiverà sui temi delle politiche
socio-sanitarie, del diritto di scelta terapeutica, delle politiche di riduzione
del danno, per la divulgazione e l’inquadramento normativo delle medicine non
convenzionali, dei diritti civili (come ad esempio il riconoscimento legislativo
per le coppie di fatto), della pace e della tolleranza.
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Federazione dei Verdi di Modena
Modena 29/01/05
Comunicato Stampa
Bilancio Comunale, Marzaglia e Rifondazione.
Nell’ambito
della discussione sul bilancio comunale, i Verdi -insieme al resto della
maggioranza- hanno presentato un emendamento
al bilancio di previsione 2005-2007 e al Piano Triennale delle Opere Pubbliche
per il finanziamento di impianti a energie rinnovabili (Solare termico e
Fotovoltaico) negli edifici pubblici di proprietà comunale.
L’emendamento
è stato accolto ed integrato nel bilancio per un importo di 450.000 € sui tre
anni; in particolare saranno previsti interventi significativi su tre scuole di
nuova edificazione (scuola elementare via Dalla Chiesa, scuola media Marconi,
Asilo Nido di via Padovani) al fine di ottenere una buona certificazione
energetica (dir. 93/76 CEE, Gazz. Uff. n° L237 del 22/09/93) e più in generale
sugli edifici pubblici di proprietà comunale (scuole, palestre, piscine, ecc,
ed ove non vi siano vincoli di carattere storico).
E’
un risultato, questo, che ci soddisfa pienamente considerando anche
l’eventualità che arrivino finanziamenti
dalla Regione E.R. che potrebbero coprire fino al 70% degli importi stanziati
e che vedrebbero così quanto meno più che raddoppiare gli importi
destinati alle fonti rinnovabili del Comune di Modena.
Questo
risultato và nella direzione delle indicazioni di Agenda 21 e Protocollo di
Kyoto per limitare il riscaldamento del pianeta e ridurre l’inquinamento da
combustibili fossili, ed è anche un segnale importane contro le guerre per il
petrolio e contro chi vorrebbe tornare al nucleare.
Segnaliamo
poi un altro motivo di soddisfazione: oltre al bilancio ambientale finalmente a
regime, l’accoglimento di un O.D.G. (primo firmatario M. Tesauro) a favore
della cooperazione internazionale.
A
proposito, infine, di Marzaglia, e di quanto dichiarato da Rifondazione
Comunista, siamo perplessi per l’”interpretazione” dei fatti citati e,
quindi, precisiamo e vogliamo tranquillizzare che i Verdi (tanto meno il loro
capogruppo consiliare) non hanno mai richiesto l’uscita o di mettere in
discussione la presenza di chicchessia in giunta o in maggioranza. Al contrario
e proprio a proposito di difesa dei diritti sociali ed ambientali, confidiamo
che tra Verdi e Rifondazione
Comunista, all’interno della coalizione di Centro Sinistra, possa nascere e
svilupparsi un asse politico forte, dati i tanti obiettivi comuni.
Giuliano
Garagnani
Presidente
Comunale dei Verdi
Mauro Tesauro
Capogruppo
Consiliare.
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Modena 19/02/2005
Incarico
speciale al Consigliere Comunale Mauro
Tesauro.
A
proposito dell’incarico speciale, conferito dal Consiglio Comunale al
Consigliere Comunale Mauro Tesauro, la Federazione Comunale dei Verdi
esprime la propria soddisfazione ed auspica,
che i motivi di differenziazione di cui i Verdi - parte importante di
questo Centro Sinistra - sono portatori all’interno della coalizione, siano
arricchenti e non solo causa di sterili quanto inutili contrasti.
Giuliano Garagnani
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Il problema delle polveri sottili (PM10)
Modena
19/02/2005
Il
problema delle polveri sottili (PM10) e più in generale dell’inquinamento
atmosferico nella nostra realtà territoriale si sta riproponendo con tutta la
sua drammaticità; occorre affrontare l’emergenza.
Il
diritto alla salute dei cittadini è per noi irrinunciabile, urgono misure
forti, efficaci e coerenti sulla via della riconversione logistica in area
urbana ed extraurbana, dall’onnipotente mezzo privato a quello collettivo, sia
per le persone che per le merci.
Di
fronte all’inadeguatezza degli interventi strutturali sino ad ora adottati e
in attesa di quelli programmati sulla mobilità sostenibile, occorre
intervenire da subito per la
realizzazione dei parcheggi scambiatori per il traffico in entrata, degli
asservimenti semaforici e delle corsie preferenziali per il trasporto pubblico.
Per
quanto attiene alle misure adottate, riteniamo sia insufficiente il blocco
totale del traffico di Domenica, con una circolazione ridotta al 25/30 % del
normale. Ribadiamo la nostra proposta presentata anche negli incontri di
maggioranza: targhe alterne, (con adeguati controlli) al superamento dei limiti,
se queste non sono sufficienti, si attua il blocco totale della circolazione
sino al rientro nei limiti consentiti.
Spiace,
leggere che in una fase acuta di emergenza ambientale, le categorie
economiche, in luogo di attivarsi virtuosamente al riguardo, continuino a
pensare più al proprio rendiconto economico immediato, che ai costi sociali che
l’inquinamento determina ed al diritto alla salute dei cittadini tutti.
Federazione
Comunale dei Verdi
Giuliano Garagnani