INDICE
:
NOTA
:
Ø
Dare un
significato continuativo, permanente e solido
all’idea della “città dei bambini e delle bambine”
Ø
Ampliamento
dei posti disponibili nelle scuole
materne e nidi di infanzia
Ø
Estensione
dell’esperienza “vado a scuola con gli amici” (autonomia e sicurezza dei
bambini) a tutti i poli scolastici
Ø
Potenziamento
e sostegno ai centri estivi , sia in loco che decentrati (fattorie didattiche,
campeggi, ….) e ai centri gioco, con maggior distribuzione territoriale
Ø
Realizzazione
dl Laboratorio di Educazione Ambientale di Marzaglia
Ø
Diffusione
completa della ristorazione biologica nelle scuole dell’infanzia e nelle sc.
elementari comunali , comprese forme divulgative e dimostrative di prodotti del
commercio equo-solidale (es. banane)
Ø
Riattivazione
del Servizio pubblico di trasporto scolastico
Ø
Animazioni
fine-settimanali e serali estive per l’aggregazione dei bambini e dei ragazzi
Ø
Supporto di
informazione , orientamento e aiuto organizzativo
Ø
Sviluppo di
attività autonomamente gestite dai gruppi giovanili nei campi culturale,
sportivo, ricreativo, musicale
Ø
Collaborazione
stretta con le associazioni e le Agenzie che operano nel campo della disagio
giovanile e della prevenzione della devianza
Ø
Creazione e
potenziamento di una rete spazi e strutture “a bassa soglia” destinate ad
attività aggregative e ricreative, gestite direttamente; una rete che renda
possibile sostenere il protagonismo giovanile nelle aree dell’impegno sociale,
della pace, della musica, del tempo libero, dei media, della cultura, dello
sport, attraverso l’autogestione delle iniziative e degli spazi
Ø
Politiche
abitative per favorire l’insediamento delle coppie di giovani e per creare
opportunità di vita autonome per i giovani (dalle giovani coppie agli studenti
universitari)
Ø
Incentivare e
supportare le pratiche sportive , con particolare riferimento agli sport minori
diversi dal calcio
Ø
Promozione
della partecipazione dei giovani alle scelte di governo della città, vedi
“Forum permanente dei giovani”
Ø
Politiche
abitative per le fasce deboli , anche attraverso piani di recupero
dell’edilizia storica con contributi agevolati
Ø
Potenziamento
dei programmi di inserimento sociale e lavorativo a favore delle fasce deboli,
soprattutto in campo ambientale
Ø
Contrasto
delle politiche di privatizzazione dell’erogazione dei servizi sociali
Ø
Riequilibrio
economico e di servizi a favore delle fasce deboli fortemente penalizzate
dall’aumento del costo della vita
Ø
Politiche di
integrazione dei cittadini extracomunitari : voto; realizzazione di un centro di
aggregazione, incontro e culturale per
i gruppi e i cittadini stranieri a San Faustino
Ø
Eliminazione
da tutti gli edifici scolastici e gli uffici pubblici di distributori automatici
di prodotti non etici quali Nestlè,
ecc
Ø
No al CPT
Ø
Controllo
sugli affitti di posti letto a caro prezzo in case fatiscenti e senza servizi a
persone senza altre risorse, lucrando sulla disperazione e senza offrire nulla
in cambio.
Ø
attenzioni e risorse anche alle “nuove povertà” di casa
nostra, con maggiori interventi per gli affitti sociali, la casa,
le fasce più deboli
Ø
Sostegno
e promozione di iniziative di job-creation e di start-up di lavoro ,
etico, ambientale, sostenibile e , soprattutto, giovanile ,
sostenendo la formazione professionale e lo sviluppo delle iniziative di
autoimprenditorialità legate all’ambiente e alla cultura (esempi: ecoturismo,
colture e allevamenti biologici, cooperative culturali giovanili, servizi
ambientali)
Ø
Rilancio del
lavoro nei campi, a difesa della speculazione edilizia selvaggia sulle ultime
aziende agricole rimaste, e rivalutazione dei valori della cultura contadina,
che una volta scomparsi non potranno più essere recuperati, incentivando le
aziende agrituristiche (vere) , le fattorie didattiche, le aziende biologiche e
quelle con giovani imprenditori orientati alle nuove coltivazioni
Ø
Promozione
dell’artigianato locale
Ø favorire l’imprenditorialità femminile e giovanile
Ø
Promozione
dell’alimentazione sana e naturale a partire dall’età scolare,
Ø
Difesa e
promozione degli alimenti biologici e tipici. A partire dalle scuole di ogni
ordine e grado, proseguendo nelle mense collettive, aziendali, ospedaliere,
delle strutture protette . Promozione dell’uso dei prodotti dell’agricoltura
biologica nelle ristorazioni collettive, quali scuole, asili, ospedali, ricoveri
x anziani
Ø
Messa al bando
dei cibi contenenti OGM
Ø
Sostegno alla
libertà terapeutica e alla diffusione delle medicine non convenzionali
(omeopatia, agopuntura, ecc.)
Ø
Potenziamento
della campagna di monitoraggio dei campi elettromagnetici prodotti dai
ripetitori, dagli elettrodotti , dalla telefonia e dalle antenne di ripetizione in particolare
dei siti di inquinamento elettromagnetico incompatibili con la vicinanza
di ricettori sensibili (scuole, ecc.)
Ø Difesa generalizzata e senza cedimenti dei bambini dall’inquinamento e dall’esposizione a fonti di pericolo per la salute , creando nei singoli quartieri ( e non solo in centro) aree pedonali isolate e abbinate a parchi pubblici
Ø
Recupero
edilizio del Castello di Sestola (di proprietà del Comune di Modena) quale sede
dell’Università per la pace
Ø
Impulso e
sostegno finanziario e organizzativo alle associazioni e gruppi locali di
PROTEZIONE CIVILE ; coinvolgimento della popolazione civile in iniziative di
sensibilizzazione e formazione sulle calamità naturali (alluvioni, terremoti,
ecc.) .
Ø
Diffusione dei
prodotti etici e del commercio equo-solidale
Ø
Attivazone, da
parte dell’Amministrazione, di una “TV comunitaria” via cavo, concessa in
gestione a forme aggregative diverse della società civile, per poter dotare i
cittadini di una voce critica e di liberi spazi di stimolo e riflessione sui
fatti della città.
Ø
Impulso e
sostegno finanziario alle associazioni che promuovono e sviluppano temi
ambientali di utilità collettiva , quali il risparmio energetico, la raccolta
differenziata, il riciclaggio, l’educazione ambientale.
Ø
Promozione
generalizzata di iniziative di educazione alla pace e di iniziative volte a
diffondere e rafforzare la cultura della pace, della solidarietà e
dell’integrazione
Ø Aiuti medico-sanitari (sterilizzazioni, vaccinazioni, ecc,) alle associazioni zoofile riconosciute e senza scopi lucro, che si occupano della tutela degli animali
Ø
Utilizzo pieno
delle possibilità legislative offerte agli enti Locali di investire fino al 2%
della principale voce di bilancio per attività di cooperazione decentrata e
solidarietà internazionale
Ø
Centralità
delle azioni di cooperazione e solidarietà internazionali, con maggior spazio e
risorse , messe in gioco anche dall’Amministrazione, per progetti e attività
generatrici di reddito nei luoghi
in cui maggiormente si soffrono la fame e la mancanza di libertà.
Ø
Sostegno ai
progetti dell’associazionismo e del volontariato
locale di sviluppo e solidarietà nei paesi in cui è più radicato e storico l’intervento di
cooperazione dei cittadini modenesi e più forti sono le emergenze, quali, ed
esempio, Brasile, India, Regione dei Grandi Laghi, Corno d’Africa, Palestina,
ecc. , con conseguente riduzione dell’intervento nell’area balcanica
Ø
Coinvolgimento
delle comunità straniere nella programmazione degli interventi di cooperazione
decentrata , nelle fasi di studio e implementazione dei progetti
Ø
Sospensione
degli ormai superati “gemellaggi” e rapporti con città e paesi con cui
non si sono radicati rapporti di effettiva collaborazione , cooperazione
e sinergia ma utili solo per dispendiose trasferte di amministratori
Ø
Collaborazione
col Programma di Cooperazione decentrata della Provincia di Modena , per
conseguire economie meglio
intercettare le vere necessità dello sviluppo e della lotta alla povertà
Ø
Bretella Campogalliano/Sassuolo : ferma contrarietà
ad un progetto vecchio e superato , privo di una seria valutazione
dell’impatto ambientale, che porta solo ad una congestione di infrastrutture,
a sprechi e a inutili devastazioni ambientali,
compreso lo scempio della Riserva Naturale Regionale delle Casse di
Espansione del Fiume Secchia; nel contempo si richiede nuovamente il
completamento della superstrada Modena-Sassuolo urbana, ferma al penultimo
stralcio e la necessità di realizzazione dei due scali merci di Dinazzano e
Cittanova previsti dagli Accordi di Programma .
Ø
Ciclabilizzazione
delle strade destinando il 10% delle multe per infrastrutture per l’utenza
debole (ciclisti, pedoni, bambini)
Ø
Completamento,
potenziamento e riqualificazione della
rete di piste ciclabili urbane, comprese le attrezzature (rastrelliere coperte,
punti bici, ecc.)
Ø
Costruzione di
parcheggi scambiatori e calmieramento dei prezzi dei parcheggi privati
convenzionati
Ø
Creazione
di percorsi protetti casa
scuola per ogni scuola di Modena e frazioni e riattivazione del servizio
gratuito di trasporto scolastico
Ø
Acquisto di
autobus a metano e sperimentazione degli autobus a idrogeno
Ø
Aumento delle
facilitazioni economiche e fiscali per chi acquista mezzi non inquinanti con
carburanti alternativi (metano, GPL)
Ø
Sincronizzazione
semaforica (onda verde) e semafori con attivazione fotocellulare
Ø
Rilancio e
riorganizzazione del trasporto
pubblico
Ø
Sul piano
della sicurezza stradale si richiede che siano messi al più presto a sistema
interventi di educazione stradale , per giovani e adulti, di informazione e
prevenzione e di contrasto dei comportamenti lesivi dell’incolumità delle
vite di chi è sulla strada.
Ø
Visto
il quadro della raccolta differenziata a livello comunale (attualmente al 30%) e
provinciale, le risultanze del percorso di Agenda 21, gli accordi provinciali
(che fissano obiettivi per la raccolta differenziata del 55% per l’anno 2005)
, verrà confermato il consenso all’adeguamento del progetto
dell’inceneritore dei rifiuti solidi urbani solamente alla condizione in cui
sia effettivamente potenziata la raccolta differenziata con gli obiettivi ora
ricordati e realizzato il progetto
di estensione del teleriscaldamento .
Ø
Potenziamento
della raccolta differenziata come
valore economico da sfruttare , con meno tasse per i cittadini e meno rifiuti in
discarica e su cui investire tecnologicamente con nuovi impianti di riciclaggio
, al fine di raggiungere la quota di almeno il 55% per l’anno 2005
di diminuzione dei rifiuti conferiti in discarica e riciclati o
riutilizzati
Ø
Aumento del
numero di cassonetti per la raccolta differenziata e loro svuotamento più
frequente
Ø
Vincolo
delle politiche di potenziamento del termoconvertitore dei rifiuti
(inceneritore), all’aumento della raccolta differenziata
e all’estensione del teleriscaldamento
Ø
Passaggio alla
raccolta porta a porta dei rifiuti differenziabili in tutte le circoscrizioni
Ø
Raggiungimento
della differenziazione integrale dei rifiuti , disincentivando lo smaltimento
indifferenziato , premiando quello differenziato, riducendo il consumo di
imballaggi
Ø
Valorizzazione
delle destinazioni di riutilizzo
Ø
Dare avvio a
sistemi di quantificazione dei rifiuti prodotti dalle famiglie, per ottenere una
equa commisurazione della parte variabile della tariffa
Ø
aumentare le
isole ecologiche attrezzate e avviare lo scambio degli oggetti riciclabili
Ø Avviare procedure di acquisti ecologici e di riduzione degli imballaggi
Ø
Attualmente
siamo completamente dipendenti, per quanto riguarda l’approvvigionamento
energetico, dai combustibili
fossili , rimanendo ostaggi di assurde guerre e conflitti per il loro controllo;
occorre perseguire finalità ecopacifiste, di svincolo da questa dipendenza dal
petrolio e di salvaguardia della qualità ambientale, con un rapido, nitido e
significativo cambio di direzione anche a livello locale, promuovendo il ricorso
alle fonti di energia rinnovabile, al risparmio e alla sensibilizzazione della
cittadinanza, con iniziative che coinvolgano
il Comune di Modena nell’impegno sulle
energie alternative (es. tetti fotovoltaici su edifici pubblici e
scuole), sul piano del
risparmio idrico ed energetico , come ampliamente richiesto da tutti i tavoli di
Agenda 21 .
Ø
Potenziamento dell’ Agenzia per l’Energia e lo
Sviluppo Sostenibile, allo scopo di fornire servizi ed informazioni ad enti
pubblici, imprese e cittadini nei settori della razionalizzazione e del
miglioramento dell'efficienza nell'uso delle risorse energetiche, del risparmio
energetico, del ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, della riduzione
delle emissioni di gas
Ø
Riduzioni dei
consumi idrici e di combustibile per il riscaldamento
, riscaldamento solare delle piscine e dell’acqua delle scuole
Ø
Diffusione dei
lampioni e dei semafori fotovoltaici
Ø
Campagne
di risparmio energetico a livello delle abitazioni private, promozione e
formazione sul risparmio
energetico domestico, sia a
vantaggio dell'ambiente ma anche degli inquilini
( risparmio intorno al 38%).
Una corretta disposizione delle finestre e la trasformazione dell'energia solare
in energia elettrica consentiranno un risparmio del 25% sulla bolletta
elettrica; il maggior isolamento dell'edificio e l'utilizzo di pannelli,
permetteranno un 40-60% di risparmio e il recupero delle acque meteoriche e
delle acque grigie, trattate e riutilizzate, taglieranno i consumi del 30%.
Ø
Metanizzazione
di tutte le zone e frazioni
Ø Diffusione del teleriscaldamento
Ø
Revisione del
PRG (più partecipato) all’insegna dell’ “urbanistica sostenibile”, con
la implementazione delle matrici e dei parametri ambientali e la previsione di
indispensabili “corridoi ecologici” ; tale revisione potrebbe essere
l’occasione per apportare modifiche e cancellazioni a previsioni di inutili
infrastrutture oggi contestate, come la inutile e dannosa strada che taglierebbe
il grande Parco agricolo della Resistenza (zona Morane) da Via Salvo
d’Acquisto fino alla Stazione
Piccola , ormai da tempo superata e non richiesta da nessuno.
Ø
Piazza
Matteotti : pur significando il
consenso a ipotesi di riqualificazione del degrado di P. Matteotti, si
ribadisce la ferma contrarietà al Progetto Krier come è stato previsto
e la necessità di una sua profonda revisione, sia alla luce delle osservazioni
e dei vincoli posti dalla Sovrintendenza ai Beni Architettonici, sia alla luce
di altre pianificazioni interagenti sull’area e si sottolinea la necessità di
rimandare le decisioni da prendere
ad un tavolo di lavoro con la
partecipazione della cittadinanza e con un coinvolgimento
delle istanze provenienti dai programmi di Agenda 21.
Ø
Recupero del
patrimonio edilizio urbano in via di degrado e dell’edilizia storica con
contributi agevolati
Ø
Valorizzazione
e recupero alla fruizione pubblica di aree abbandonate
Ø
Proseguimento
del potenziamento dell’Oasi di Via Marconi
Ø
Nuovo canile e
area per la sepoltura degli animali d’affezione
Ø
Miglioramento
della vivibilità delle aree industriali e artigianali periferiche, recuperando
la periferia e non solo il centro storico
Ø
Non attuazione
del condono edilizio
Ø
Attenzione
particolare ai grandi progetti di trasformazione urbanistica del territorio ,
quali Cittanova 2000, il nuovo scalo merci ferroviario tra Cittanova e Marzaglia,
e loro inserimento in un progetto di conservazione del patrimonio
paesaggistico-ambientale e di creazione di nuove aree verdi
Ø
vendita dei
fabbricati e dei terreni comunali non utilizzati o onerosi
Ø
Promozione
delle nuove tecniche e filosofie della bioarchitettura.
Ø
Ammodernare la
città e il suo territorio nei servizi primari, partendo da una efficiente rete
idrica e scolante, dalla manutenzione dei tombini di scolo stradali , ecc.
Ø
Ristrutturazione
e apertura al pubblico di Villa Sorra, edificio che insieme al parco è di
comproprietà del Comune di Modena
Ø
Aumento degli
standard di verde di servizio nei programmi urbanistici di iniziativa pubblica
(PEEP e PIP ) e nelle lottizzazioni private , con acquisizione all’uso
pubblico delle aree verdi nelle zone di espansione e lottizzazione
Ø
Potenziamento
del programma degli orti sociali per gli anziani
Ø
Campi
Elettromagnetici : valutazione dell’intensità dei Cem nei siti sensibili come
scuole, asili, ospedali, case cura, ecc. e delocalizzazione o interramento della
linea elettrica x i siti dove i valori dei cem sono al di sopra dei limiti di
legge
Ø
Programma di
forestazione urbana e di fasce
tampone boscate atte a limitare i danni causati dall’inquinamento
Ø
collegamento
tramite piste ciclabili dei parchi
Ø
Pista
prove di Marzaglia: si ribadisce la completa contrarietà
alla localizzazione del progetto della pista prove a Marzaglia Nuova,
lasciando aperta la possibilità di
individuazione di un sito alternativo ambientalmente e socialmente meno fragile
e impattante, richiedendo nel contempo la possibilità di intervenire sulla
qualità del progetto (ad esempio per l’utilizzo dell’infrastruttura
nella sperimentazione di auto a idrogeno)
Ø
rete di piste
ciclabili di esplorazione della campagna, chiuse al traffico nelle giornate di
domenica da aprile a settembre
Ø
rete di piste
ciclabili protette dalle frazioni verso il centro (es. collegamento ciclabile
con Fossalta e Villa Sorra)
Ø
piste
ciclabili lungo i fiumi Secchia e Panaro e lungo il Tiepido e il Naviglio
Ø
Totale
dissenso e opposizione al progetto di costruzione della nuova autostrada Modena-
Sassuolo , inutile doppione della ormai completata superstrada
Ø
Inserimento
ambientale e mitigazione della fascia perimetrale interessata dai lavori di
costruzione della Linea ad Alta Velocità (TAV)
Ø
Delocalizzazione
dei frantoi di ghiaia dalle zone di perialveo
Ø Vigilanza severa sull’applicazione delle previsioni di ripristino delle cave e dei poli estrattivi di ghiaia e altri materiali , con solerte azione di sostituzione del Comune in caso di mancato adempimento , utilizzando le fidejussioni rilasciate dai cavatori
Ø
Sviluppo
di un vasto <<Programma di forestazione urbana>>
e di cintura boscata intorno alla città e alla tangenziale, a compensazione della CO2 , inteso come
dimostrazione pratica dell’ applicazione locale
degli accordi di Kyoto ed esempio, in base ai “bilanci-serra”,
di prassi risarcitoria e
compensatoria delle emissioni di CO2.
.
Tale compensazione dovrebbe almeno bilanciare le emissioni prodotte dalla
struttura “comunale” (scuole, uffici, edifici pubblici, ecc.) .
Ø
Ampliamento
del perimetro della Riserva Naturale
delle Casse di Espansione del Fiume Secchia , sia verso l’area
naturale delle ex cave Rametto, sia verso sud, fino al confine comunale
(prossimo all’Oasi faunistica del Colombarone) , con un corridoio ecologico
perifluviale che ricomprenda anche gli interventi di rinaturalizzazione del
territorio realizzati a Marzaglia Nuova , quale base di partenza per la realizzazione di un Parco Fluviale Regionale del Fiume
Secchia, sul modello di quelli già realizzati in altre province (Fiume Taro,
Torrente Stirone, ecc.).
Ø
Destinazione a
zona protetta dell’importante biotopo dei meandri abbandonati in località
Fossalta
Ø
Sviluppo di un
progetto di destinazione delle Casse di Espansione del Fiume Panaro in località
Sant’Anna quale Oasi di Riequilibrio Ecologico e di protezione della fauna
Ø
Completamento
e sviluppo del programma di forestazione urbana e di cintura boscata intorno alla città e alla tangenziale a
compensazione delle emissioni di CO2
e in conformità a quanto previsto dagli accordi di Kyoto
Ø
Aumento del
25% della dotazione di verde “reale” fruibile
per ogni cittadino nell’arco dei prossimi 5 anni
Ø
incentivazione
all’impianto di siepi e filari di specie di piante autoctone, comprese piccole
zone umide
Ø
Nel campo
dell’educazione ambientale: varo
solerte delle ancora mancanti strutture a servizio delle scuole e della
cittadinanza (aule e laboratori ambientali) e messa a sistema dell’attuale
rete di offerta di spazi e
occasioni, per ragazzi e adulti, sui temi dell’ambiente ( laboratori, parchi e
oasi, ecc.)
DOPO L’ORDINAZA BENESSERE ANIMALE DEL 1999 E QUELLA
SULL’USO DEGLI ANIMALI NEI PUBBLICI SPETTACOLI DEL 2001, L’OBIETTIVO CHE SI
INTENDE RAGGIUNGERE PER LA FINE DEL 2004 è L’APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO
COMUNALE TUTELA ANIMALI, CON L’INTENTO DI NORMARE TUTTI GLI ASPETTI DAL
COMMERCIALE AL PRIVATO IN CUI SONO COINVOLTI GLI ANIMALI SIA DOMESTICI CHE
ESOTICI.
SI HA INTENZIONE DI CONTINUARE A PROMUOVERE GLI SPETTACOLI CHE NON UTILIZZANO GLI ANIMALI, E A DIFFONDERE L’APPELLO DI MODENA PER UN CIRCO SENZA ANIMALI, PROPONENDO IN COLLABORAZIONE CON LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE UN ITINERARIO DIDATTICO PER LE SCUOLE DELL’OBBLIGO SUL TEMA DEGLI ANIMALI SELVATICI ED ESOTICI.
PROGETTO SIEPI 2004 – PER IL TERZO ANNO SI ADERISCE AL PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI AREE RIFUGIO PER LA FLORA E FAUNA SELVATICA NELLE AREE AGRICOLE DEL TERRITORIO COMUNALE.
PER CONTRIBUIRE AD UNA MIGLIORE E Più CORRETTA CONVIVENZA IN AMBITO URBANO TRA UOMINI ED ANIMALI, SONO IN FASE DI REALIZZAZIONE (ALTRE SONO IN VIA DI PROGETTAZIONE) AREE RECINTATE PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CANI.
Ø
Promozione del
risparmio nei consumi idrici domestici
Ø
Completamento
della rete fognaria cittadina e delle frazioni
Ø
Separazione
delle acque bianche e grigie
Ø
Evitare
l’uso di acque potabili nelle toilettes e nel lavaggio delle strade
Ø
Incentivare
l’approvvigionamento d’acqua per gli stabilimenti industriali da acque di
superficie (collettamento dalla Traversa
di San Michele) promuovere campagne x il risparmio dell’acqua e combattere gli
sprechi
Ø
normative
locali più rigorose a tutela delle falde idriche dai nitrati , pericolosi per
l’insorgenza delle neoplasie, al
fine di ridurre sempre maggiori quantità di clorazione e l’immissione
nell’acqua di composti clororganici con potenzialità mutagene
Ø
ricercare la
sicurezza idraulica, in particolare x il Naviglio e il sistema a sud di Modena
Ø
La
qualità dell’aria non può più essere sostenuta a semplici colpi di targhe
alterne e si richiede un’azione di coordinamento regionale e una manovra
complessiva di interdizione (quando
dovuta per legge) con interventi flessibili e coerenti con l’andamento
meteoclimatico e la presenza delle polveri sottili.
Ø Si ribadisce la necessità di interventi organici e strutturali per il risanamento della qualità dell'aria, che comprendano anche, ad esempio, la promozione della mobilità pedonale/ciclabile, campagne di metanizzazione dei veicoli ed ecoincentivi per i veicoli elettrici e a gas, il blocco dei vecchi diesel inquinanti, il controllo serrato delle emissioni delle caldaie.
Ø
Si
ribadiscono le preoccupazioni per la privatizzazione di META e il completamento
dell’azione di scollegamento dagli indirizzi politici della Giunta
Ø Si ribadisce la ferma contrarietà alle ipotesi che vedrebbero Modena diventare la “pattumiera” della Regione, con conferimento di rifiuti da altre province (il cosiddetto “principio di prossimità”).
Il
percorso di Agenda 21 ha riunito per la prima volta insieme nella città cittadini,
forze sociali, associazioni, enti pubblici,
movimenti, ecc in uno sforzo comune di discussione sui temi e i programmi
dello sviluppo sostenibile e dell’uso consapevole delle risorse
Alla
fine di questo percorso è stato licenziato il Piano d’Azione Locale da parte
del Forum plenario., che contiene tutte le indicazioni a breve e lungo termine,
delle azioni e delle strategie che l’intera città sarà chiamata a mettere in
atto nel prossimo decennio; questo rappresenta , anche se migliorabile, la
sintesi di un lavoro ampio, condiviso, e partecipato che deve rappresentare per
il Comune di Modena un punto irrinunciabile di riferimento nella definizione
degli obiettivi programmatrici.
L’amministrazione
comunale non deve, pertanto, limitarsi a una formale “presa d’atto” del
Piano d’Azione Locale, ma deve impegnarsi secondo precise responsabilità e
tempi all’attuazione degli obiettivi e delle azioni in esso contenute.
Noi
verdi, che abbiamo partecipato attivamente alla redazione del Piano, sia al
livello di coordinamento, con l’assessore all’ambiente, che con la presenza
nei gruppi di lavoro tematici, chiediamo che sia potenziata la struttura
comunale con un apposito ufficio di piano dedicato a seguire la realizzazione
degli obiettivi e delle azioni, e a garantire la continuità del Forum plenario,
cui dovrebbe competere la verifica e il monitoraggio dell’avanzamento del
Paino di Azione Locale.
Il Processo di Agenda 21 dovrà uscire dalla nicchia dell’assessorato all’Ambiente e diventare trasversale a tutti gli Assessorati, entrare nel gabinetto e nell’agenda del Sindaco e dei presidenti delle Agenzie dei servizi (NEWCO, ecc.), rivendicando centralità, priorità e impegno nelle attuazioni operative delle istanze emerse dai cittadini, con un costante e attento monitoraggio del suo avanzamento affinchè non rimanga una poco convincente dissertazione filosofica.
Il
nostro programma di sviluppo sostenibile comprende ineluttabilmente la
valorizzazione delle attività turistiche, che possono rappresentare
un'importante occasione per un rilancio economico ed occupazionale alternativo .
La
nostra città è rimasta per troppo tempo legata alla condizione di "città
di passaggio", con brevi soste (un’ ora o due al massimo) sulla strada di
altre vicine e più famose città (FE, RA, BO, PR, MN). L'offerta locale, per
quanto abbia visto qualche intervento promozionale, non è mai riuscita a far
assumere a Modena la condizione di "città turistica". La
valorizzazione delle risorse presenti a Modena non e' sufficiente per un
effettivo salto di qualità : occorre individuare
dei veri "prodotti tipici" (e non solo i maiali o i motori) ed
incrementare le proposte di visita e di soggiorno.
I
Verdi sono convinti che questo salto di qualità sia possibile e,
contestualmente, possano aprirsi per il territorio nuove ed importanti
opportunità di sviluppo sostenibile.
Innanzi
tutto è necessario attivare i processi di riqualificazione urbana (intervenendo
su arredo urbano, traffico, sviluppo
delle aree a verde pubblico, aree attrezzate per la sosta) indispensabili a far
tornare la città apprezzabile e godibile, fino a renderla competitiva,
valorizzandone le differenze, con le belle città d'arte vicine.
Occorre
organizzare migliori percorsi di visita del centro storico e delle eccellenze
storico-monumentali, che consentano al turista di vivere la città nella sua
complessità storica e culturale, resi possibili da bacheche illustrative nelle
piazze e vicino ai monumenti, da punti informativi multimediali (ad esempio al
Palazzo dei Musei, sede quasi sconosciuta di un enorme patrimonio di reperti e
opere d’arte), da mini-guide in distribuzione automatica nei punti chiave di
accesso al centro .
L'offerta
cittadina deve essere poi collegata a quella delle opportunità rappresentate
dal territorio della nostra Provincia, promuovendo il turismo ambientale, la cui
realtà è stata valorizzata in passato anche grazie all'esperienza di una serie
di cooperative che in città si erano sviluppate, ma che oggi stentano a trovare
un'adeguata dimensione economica e produttiva in un mercato non certo facile né
facilitato .
I Verdi credono che questo settore di turismo sostenibile debba essere promosso e la strada migliore per farlo è finalmente riuscire a far decollare i parchi e le riserve naturali, che permetterebbe anche il rilancio di altre attività sostenibili legate al turismo, quali le fattorie didattiche, l'agricoltura biologica, l’ agriturismo, la sentieristica e l’escursionismo, lo sci di fondo, gli sport in ambiente, ecc, nella convinzione che la promozione e la valorizzazione delle aree naturali di pregio comporti prestigiosi ritorni di carattere occupazionale, economico e culturale.
Ø Dimostrare sensibilità ed investire risorse a favore dello sport amatoriale , dell'educazione sportiva e della promozione dello sport di persone disabili sia in acqua sia in palestra sia sulla pista di atletica
Ø Considerare lo sport come una ricchezza umana e sociale, che innalza il livello civile di una comunità, a partire dalla prima formazione dei bambini e dalla crescita e dalla maturazione dei ragazzi e dei giovani.
Ø Stabilire raccordi costanti e funzionali con gli Enti sportivi, con le singole società anche di tipo agonistico, ma soprattutto con le scuole, con le polisportive, con le Circoscrizioni e con tutti quei gruppi che promuovono attività sportive di tipo formativo
Ø Offrire strutture e spazi ben distribuiti nei vari quartieri della città, con particolare riguardo alle periferie, privilegiando la qualità e la varietà ed evitando i doppioni, ed inoltre fare in modo che le esigenze delle scuole si armonizzino con quelle della popolazione e viceversa.
Ø Assicurare alla cittadinanza un adeguato numero di piscine, campi o palestre per sport minori, piste di atletica e palazzetti dello sport a costi accessibili, sempre accoglienti, puliti, attrezzati e funzionali, utilizzando una gestione, anche esterna, ma articolata, seria, trasparente, responsabilizzante e senza speculazioni
Ø Diffusione
della cultura dello Sviluppo Sostenibile a livello capillare tra la popolazione
e la società civile