Presidente Comunale: Giuliano Garagnani

 

Esecutivo Comunale:

  1. Schiavi Alberto (Mozione 1)

  2. Esposito Stefano

  3. Teglio Emilio
  4. Solmi Mauro
  5. Sassi Marco
  6. Maselli Giulia
  7. BALLESTRAZZI VITTORIO (mozione 2)
  8. GOLDONI ALFONSO
  9. POPPI SANDRA
  10. MESCHIARI ROBERTO

 

MOZIONE N.1 (Approvata dalle votazioni del 28/01/07)

 

PIU’ UNITI - PIU’ FORTI - PIU’ VERDI

 

Premessa: agire locale, pensare globale.

Agire locale. Pensare Globale. Lo slogan che da sempre ha caratterizzato i Verdi come tante associazioni che ai Verdi guardano con attenzione e rispetto è sempre più attuale. Caratterizza al tempo stesso un principio generale e una pratica diffusa e sempre più la sua applicazione deve divenire strategia politica. Se è ormai chiaro a tutti come la globalizzazione e le nuove tecnologie rendono il mondo sempre più connesso altrettanto chiaro è che per contrastare le derive liberiste, anti-ambientali e poco democratiche dei poteri forti e delle grandi istituzioni internazionali che governano la globalizzazione occorre al tempo stesso impegnarsi su battaglie globali e ripartire dalle specificità locali, valorizzando anche la biodiversità culturale oltre che biologica, e  impegnarsi nelle battaglie a difesa del proprio territorio. Gli scenari attuali, dalla guerra infinita e permanente del presidente Bush ai cambiamenti climatici, dalle politiche di liberismo estremista di Banca Mondiale, Fondo Monetario e WTO alla tutela dei diritti umani,  richiedono movimenti globali. Il movimento pacifista, pur tra alti e bassi, ne è un esempio. Come il movimento legato al World Social Forum che si ritrova proprio in questi giorni a Nairobi (con i temi ambientali finalmente tra le priorità) e come, nel loro specifico, l’esperienza dei Global Green e dei Verdi Europei. E’ necessario promuovere campagne che coinvolgano l’opinione pubblica mondiale: il rischio dei cambiamenti climatici e l’urgenza di un Kyoto 2 più incisivo, la battaglia per la pace, la non rinviabile riforma dell’ONU, il tema delle grandi migrazioni dovute non più solo a guerra e povertà ma ormai spesso a catastrofi ambientali, il tema energetico e del superamento delle fonti fossili, Il tema dell’acqua e come “bene comune dell’umanità”. La lista potrebbe continuare a lungo. Altrettanto vero è che nel “pensare” a questi scenari globali è necessaria l’azione” locale, a contatto con i cittadini e con il proprio territorio. Ciò consente di sensibilizzare e modificare gli stili di vita e di consumo dei cittadini, di sperimentare le “buone pratiche” esportabili e da diffondere, ma anche di incidere profondamente, con scelte che dal basso salgono man mano verso l’alto, nelle politiche di governo dei problemi. Pensiamo, per fare pochi esempi, l’importanza delle prime sperimentazioni di differenziazione dei rifiuti, oggi territorialmente estese. O le modifiche dei regolamenti comunali in termini di certificazione energetica degli edifici che, partiti da qualche coraggioso comune, stanno per diventare, con il contributo dei Verdi, leggi nazionali. Pensare globale e agire locale è dunque una prassi da confermare e valorizzare, anche a Modena.

Un periodo cruciale per i VERDI

Andiamo alla nostra assemblea in un periodo complessivamente difficile per il pianeta, per il Paese e anche per la nostra città.

Da un lato possiamo sentirci, come ambientalisti, gratificati e soddisfatti che tanti temi e tante pratiche che qualche anno fa promuovevamo in assoluta solitudine è oggi condivisa sino a divenire quasi “luogo comune”. Tutti sono oggi convinti che differenziare i rifiuti è buona cosa (pur con mille distinguo sui modi e sul cosa fare della quota di indifferenziato), che occorre lavorare sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico, un minimo di tutela dei diritti animali è cultura diffusa, e così via.

Ma potere affermare “noi lo dicevamo prima” è soddisfazione da poco.

E’ forse destino dei Verdi “anticipare” e essere avanguardia culturale su temi ambientali e sociali?

Non ne siamo soddisfatti. Ancora una volta dobbiamo lamentare che, a livello nazionale, anche nel Governo Prodi, come a livello locale, facciamo fatica a farci ascoltare. Anzi, sulle parole sono quasi tutti d’accordo, ma quando si tratta di fare nette scelte politiche coerenti con le affermazioni nascono i problemi e crescono le lobby.

Non è oggi possibile essere “ambientalisti” senza occuparsi anche del sociale, dell’economico, dei diritti. Non possiamo più occuparci dell’albero senza guardare chi intorno all’albero vive e lavora. Non si può fare politica ambientale senza mettere in discussione il modello di sviluppo, basato sulla crescita infinita, sui consumi, purtroppo anche sulle guerre e l’economia militare, sull’iniquità sociale. Guardiamo con estremo interesse al dibattito che si sta sviluppando sul tema della decrescita e sulle reti di economia solidale, che partono proprio da critiche del modello di sviluppo simili alle nostre.

Questo è alla base del passaggio dei Verdi da movimento a partito e della scelta, confermata al recente congresso nazionale ed irrinunciabile, di fare parte in modo stabile e costruttivo dell’Unione e, all’interno dell’Unione, di guardare con interesse e attenzione alle modalità di collaborazione e aggregazione con altri partiti della sinistra e con i movimenti e le associazioni.

Questo hanno scelto i Verdi al congresso di Roma. Questo confermiamo nella nostra mozione alla assemblea dei Verdi di Modena.

Verdi e Governo

Ci dicono a volte, a Roma come a Modena, che siamo partito “di lotta e di governo”. E’ in parte vero, e lo rivendichiamo. I Verdi hanno dimostrato di potere governare, portando a casa risultati, proporzionalmente al proprio peso elettorale, sui temi ambientali e sociali. Ma i Verdi sono anche partito di lotta che, anche quando governa in coalizione, non rinuncia a stimolare gli alleati, a cercare di spostare l’asse politico sui temi dell’ambiente, e a rapportarsi positivamente con movimenti e comitati, nella ovvia distinzione dei ruoli.

I Verdi hanno scelto di farsi partito, fu una scelta congressuale e non è in discussione. Questa scelta comporta conseguenze che tutti dobbiamo valutare e maturare. Molti di noi vengono da esperienze di associazionismo e continuano ad operare anche in questo ambito. E’ una ricchezza. Ma è importante non confondere i ruoli e le metodologie. Movimenti, comitati, associazioni hanno ovviamente e giustamente “mano libera” e, non dovendo governare la complessità dei temi, potendo concentrarsi su specificità tematiche, non dovendo confrontarsi e mediare con “alleati” possono permettersi una linea più “netta”. Il partito, che ha scelto la propria coalizione (ed il sistema maggioritario non consente scelte diverse, pena l’estinzione) ha il dovere anche di mediare, di governare anche le scelte difficili. A volte i numeri non consentono di portare a casa il risultato completo. Governare però consente spesso di ridurre i danni, di portare risultati parziali ma significativi su un tema per avere successo completo su un altro. Basta osservare, nella relazione che segue o nei documenti nazionali, l’elenco dei risultati che i Verdi, governando, hanno ottenuto, per comprendere questa logica.

Verdi e movimenti

Anche i Verdi di Modena, come sul livello nazionale, sono sempre stati aperti alla collaborazione ed al rapporto con la società civile e le associazioni. In particolare negli ultimi anni si sono stretti rapporti e relazioni con i recenti movimenti sociali (social forum, commercio equo e solidale, movimento pacifista, OnG di cooperazione internazionale, ecc). E’ una scelta che non solo confermiamo ma che vogliamo ulteriormente promuovere, aprendo sempre più spazi di confronto e partecipazione tra il partito e questi mondi.

Un po’ di storia Verde…in Italia

I Verdi nascono come movimento politico nel 1986, ed hanno fin da subito caratterizzato il loro agire nel tentativo di spostare l’asse della politica italiana verso una maggiore attenzione alle politiche ambientali e sociali, da movimento si sono progressivamente dati una forma partitica e con la nascita prima dell’ulivo, poi dell’Unione,  sono stati tra i fondatori dell’asse costitutivo del centro sinistra.

In diverse occasioni hanno avuto la possibilità, limitatamente al loro peso elettorale, di agire con incarichi di governo,  ottenendo risultati che hanno prodotto cambiamenti significativi in diversi settori, come la legge sui parchi, l’uscita dal nucleare, la normativa sulla difesa del suolo e sulla tutela della fauna selvatica, la moratoria degli ogm e la riforma dell’agricoltura, le nuove norme sul ciclo dei rifiuti, sulla qualità dell’aria, sul randagismo. Hanno anche contributo, insieme ad altri partiti della sinistra e ai movimenti sociali e l’associazionismo, a spostare l’Unione dalle posizioni più moderate a posizioni pacifiste, attente al tema dei diritti civili ed umani, contrarie alle privatizzazioni dei beni comuni e alle derive più liberiste sui temi economici ribadendo il ruolo del “pubblico”.

L’azione dei Verdi è riuscita a mettere in discussione in questi anni la cultura imperante, creando i presupposti per modificare i comportamenti, gli stili di vita di milioni di cittadini e agendo ai vari livelli, nella legislazione, nel governo di città, province e regioni.

Nel nuovo simbolo è stata aggiunta la parola Pace, a significare l’impegno dei Verdi contro l’uso della violenza e della guerra come metodo per risolvere i conflitti, mettendo invece al primo posto le azioni volte a rafforzare la cooperazione internazionale, portando progressivamente allo 0,7% del PIL le risorse disponibili in questo settore di intervento.

Dobbiamo confermare un impegno forte anche sul fronte sociale, a partire dall’abrogazione della Bossi-Fini, il tema dell’accoglienza nei confronti dei migranti và affrontato iniziando dalla cancellazione dei CPT ( a partire da quello di Modena del quale da sempre chiediamo la chiusura) e dall’affermazione dei nuovi diritti di cittadinanza.

La lotta alla precarietà del lavoro, partendo dall’abrogazione della legge 30, affermando anche in Italia il diritto al reddito di cittadinanza già riconosciuto in varie forme in gran parte d’ Europa.

Attenzione particolare va data alla qualità della scuola pubblica puntando in direzione esattamente opposta a quella della riforma Moratti, alla difesa del welfare e del sistema sanitario nazionale, anche attivandosi fattivamente per il riconoscimento delle medicine bio-naturali, per i nuovi diritti civili come i Pacs, per un’effettiva politica di pari opportunità, per l’antiproibizionismo sul tema delle droghe leggere e per serie politiche di riduzione del danno per quanto concerne le droghe pesanti.

…e a Modena

Siamo un partito piccolo, ed anche per questo motivo dobbiamo restare uniti, anche mantenendo una vivace dialettica interna  ma caratterizzata da un forte spirito di collaborazione. I Verdi, specie a livello locale nella nostra regione, hanno spesso avuto conflitti interni e sono stati spesso “litigiosi”.  A Modena abbiamo sperato che questa fase fosse finalmente finita, dopo la precedente assemblea e la composizione di un direttivo rappresentativo di tutte le anime ed in sintonia con i Verdi eletti in ruoli istituzionali. Le decisioni prese e le scelte fatte sono sempre state concertate e condivise tra eletti e partito, come è giusto che sia in un partito a forte vocazione democratica e partecipativa, con dirigenti e rappresentanti capaci di interpretare e fare sintesi delle volontà collettive senza atteggiamenti personalistici e leaderistici. Il Direttivo unitario ha consentito di  muoverci finalmente sulle battaglie comuni e concrete invece di focalizzare energie su inutili e inutili lotte intestine. E per garantire sintonia tra i principi e i valori che affermiamo e le politiche ed i comportamenti che mettiamo in campo. Per questo guardiamo con preoccupazione ad un futuro ove riprendano litigi e spaccature interne dovute non tanto al merito delle cose, ma a battaglie di potere personalistiche che nulla hanno a che vedere con l’atteggiamento eco-pacifista dei Verdi. Per questo, tra le altre cose ed in sintonia con il nazionale, abbiamo osservato una etica politica  scrupolosa in fase di tesseramento. Sarà necessario intervenire con una profonda  riorganizzazione del partito, si dovranno adottare dei sistemi partecipativi come i gruppi di lavoro e i circoli tematici, che permettano agli iscritti e ai simpatizzanti di essere ancor più presenti in modo attivo alla vita politica interna e alle scelte importanti che il partito dovrà prendere. Altresì andranno ulteriormente garantite la collegialità e le occasioni di incontro e confronto tra eletti nelle diverse istituzioni e tra eletti e partito.

Riteniamo che il percorso fin qui intrapreso sia a livello nazionale che a livello locale sia significativo e rilevante, a Modena siamo presenti nelle maggioranze, sia in Provincia che in Comune, ma partecipiamo soltanto alla Giunta Provinciale.

La particolarità della nostra presenza nella maggioranza nel Comune di Modena e non nella Giunta di Governo è dovuta principalmente ad alcune scelte di carattere urbanistico e ambientale, come ad esempio la pista prove di Marzaglia, che creerà un notevole danno ambientale in un area di grande pregio naturalistico e con un delicato equilibrio ecologico.

Le cose fatte

Il tipo di rapporto con la maggioranza comunale è stato impostato in modo condiviso dal Gruppo Consiliare e dal Direttivo cittadino, e questo ci ha permesso comunque di ottenere interessanti risultati. Ricordiamo, tra gli altri:

bulletIstituzione di un osservatorio ambientale e di altri elementi a riduzione di impatto per l’inceneritore di via Caruso. (prima firma).
bulletSalvaguardia dell’Istituto Sperimentale Agronomico. (prima firma)
bulletRisparmio energetico e fonti rinnovabili per gli edifici . (prima firma) che produrrà anche la modifica del regolamento edilizio.
bulletDivieto di coltivazione di specie vegetali e allevamento di animali geneticamente modificati. Modena OGM Free (prima firma)
bulletProposta di istituzione del prezzo all’origine (prezzo sorgente) per prodotti ortofrutticoli a tutela dei consumatori. (prima firma)
bulletIstituzione di un fondo dedicato alle iniziative di cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale. (prima firma)
bulletCondanna e modifica della direttiva europea “Bolkestein” che liberalizza i servizi pubblici essenziali. (prima firma)
bulletValorizzazione della diffusione e consumo dei prodotti del commercio equo solidale.
bulletPartecipazione dei residenti extracomunitari alla vita politica degli E.E.L.L.
bulletCostituzione di una fondazione di comunità a favore di disabili e non autosufficienti.
bulletDivieto di importazione delle pellicce cinesi.
bulletMessa al bando della caccia alla balena .
bulletDifesa della scuola pubblica.

Anche sul Piano della mobilità urbana, recentemente approvato, abbiamo contribuito nell’ambito delle discussioni di maggioranza alla sua stesura, ottenendo importanti risultati come allargamento della ZTL, tariffazione progressiva della sosta delle aree a ridosso del Centro Storico, controllo elettronico degli accessi e piattaforme logistiche ove accentrare e smistare con veicoli elettrici le merci in ingresso nel Centro Storico, recupero delle piazze storiche, sistema di trasporto pubblico collettivo finalmente in sede propria per migliorarne l’efficienza, rafforzamento di ciclabilità e car sharing.

Perplessità forti, invece, registriamo per quanto concerne in particolare l’inverosimile “ascensore” orizzontale che dovrebbe collegare 24 ore su 24 il mega parcheggio del Novi Sad con Piazza Matteotti. Inverosimile per costi e anche per utilizzo: sfidiamo infatti chiunque a fruirne con pieno senso di sicurezza (24 su 24), col rischio, quindi, neanche troppo remoto, che vada puntualmente deserto!

Al riguardo, i Verdi proporranno realisticamente di cancellarne la previsione e, con quanto risparmiato, aggiungendovi gli oneri di urbanizzazione secondaria per i frazionamenti e i cambi d’uso delle unità immobiliari del Centro Storico (non richiesti per  tutti gli edifici con vincolo di restauro e senza neppure l’obbligo come altrove di reperire le relative autorimesse), finanziare in maniera più equa e corposa la quota parcheggi del Novi Sad a servizio dei residenti, in luogo di un’altra indistinta gabella sulla prima auto.

Manteniamo tuttavia (e preseguiremo la discussione in maggioranza) alcune riserve sul parcheggio sotterraneo del Novi Sad, nonché sul tema dei così detti parcheggi scambiatori, che per esserlo di fatto e non solo di nome devono essere allontanati dal centro storico e ben collegati ad un più efficace servizio di trasporto pubblico.

La recente approvazione dell’ODG da noi presentato per fornire agli edifici pubblici energia proveniente da fonti rinnovabili attraverso il recepimento nel Regolamento Urbanistico Edilizio, avrà come effetto che gli edifici pubblici (Comune, Circoscrizioni, scuole…), o ad uso pubblico (come bar, cinema, ristoranti,…) avranno così l'obbligo di dotarsi di impianti per la produzione di energia elettrica basati su fonti rinnovabili, quali collettori solari per la produzione di acqua calda nel periodo in cui l'impianto di riscaldamento è disattivato, pannelli fotovoltaici e - dove possibile - di impianti geotermici di riscaldamento e raffrescamento. I nuovi impianti si affiancheranno a quelli già esistenti e dovranno garantire una quota di fabbisogno energetico che andrà valutata di volta in volta in relazione alle dimensioni e alle funzioni dell'edificio.
Nella discussione di previsione del bilancio triennale del Comune di Modena sono stati inseriti investimenti per 1.050.000 Euro sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili, chiederemo un ulteriore aumento di altri 450.000 Euro.

Ricordiamo anche la realizzazione, anche su nostra forte sollecitazione, del Laboratorio di Educazione Ambientale di Marzaglia, che insieme al Ceass (Centro Educazione Ambientale allo Sviluppo Sostenibile) e ad Agenda 21 promuove occasione didattiche, educative e di sensibilizzazione per le scuole, le associazioni ed i singoli cittadini.

Rimangono diversi temi da affrontare che dovranno continuare a vederci impegnati nei mesi a venire, a partire dal raddoppio dell’inceneritore e dalla riduzione delle Pm10 con un azione congiunta tra Comune, Provincia, Regione e Governo centrale, tesa principalmente al contenimento delle emissioni e al rilancio del trasporto pubblico locale.

La politica di gestione dei rifiuti và modificata in modo sostanziale, intervenendo per l’ampliamento della raccolta differenziata spinta a tutta la città, integrata anche da sistemi di raccolta come il porta a porta. Vanno attivate anche politiche di riduzione alla fonte, attraverso accordi con i produttori, le imprese, la grande distribuzione, ricordando che la prevenzione dei rifiuti rimedia allo spreco di risorse naturali e di energia, liberando risorse economiche utilizzabili per scopi sociali. Separare, compostare e riciclare i rifiuti è un approccio più sostenibile rispetto a quello dello smaltimento, in quanto riduce gli impatti ambientali e sanitari, diminuisce i costi di gestione e può creare posti di lavoro. I rifiuti che residuano a valle della raccolta differenziata possono essere trattati in un impianto TMB (trattamento meccanico biologico), che riduce ulteriormente la quantità e la pericolosità dei residui da conferire infine in una discarica controllata. Soltanto in questo modo si va verso un superamento della logica dell’incenerimento, che comporta inevitabilmente anche aspetti di carattere sanitario. Siamo su questo in accordo con le indicazioni del nostro Presidente nazionale Pecoraio Scanio e del partito, che chiedono il superamento dalle logiche di incenerimento nell’arco ragionevole di 10 anni, tempo nel quale fare crescere la raccolta differenziata.

A livello locale chiederemo una sospensione/moratoria  della realizzazione del nuovo impianto di via Cavazza, anche alla luce dell’audizione da noi richiesta (dopo aver appoggiato il documento: “Obiettivo Zero, un’altra gestione per i nostri rifiuti”) del Dott. Montanari e del Presidente dell’Ordine dei Medici in Commissioni riunite.

Sulla Partecipazione

Vogliamo mettere l’accento anche sulla necessità di promuovere sempre più le occasioni di partecipazione e di coinvolgimento dei cittadini in città. Partecipazione che deve però essere allargata, necessariamente, anche alle scelte di fondo sul futuro sviluppo della città, che riguarda tutti. Ben vengano l’Agenda 21, processo utile e da rilanciare, che ha prodotto risultati in particolare a livello di educazione e sensibilizzazione, ma  non ascoltata nei punti critici riguardo alle scelte di Governo (in nessun Piano d’Azione si parla di Pista Prove, di inceneritore, ecc). Ben venga il Bilancio Partecipativo e la campagna di ascolto sul tema delle Ex Fonderie. Ci chiediamo però come conciliare questi strumenti con le scelte che contano, ove registriamo poca volontà di dialogo vero e “preventivo”, non a scelte avvenute. Così è stato per Marzaglia, così per l’inceneritore, così per le scuole Sigonio. Chiediamo su questi aspetti uno sforzo alla Giunta per valorizzare maggiormente le Consulte, l’Agenda 21, le altre modalità, allargando i margini decisionali e di intervento nelle scelte di Governo di questi strumenti.

Cosa proponiamo

Il programma proposto dalla mozione emerge chiaramente dal testo, rimarchiamo in conclusione pochi aspetti principali rispetto alla vita interna al partito e alcuni punti di interesse immediato  per le attività dei prossimi mesi.

Il partito

Vogliamo rinforzare la collegialità delle scelte. Proponiamo pertanto che accanto al Presidente, nel Direttivo comunale, ogni membro abbia precise deleghe di ordine tematico o organizzativo, tenendo conto delle competenze e delle esperienze individuali.

Ulteriore aumento dei momenti di confronto e condivisione tra eletti in diverse amministrazioni (circoscrizioni, comuni, Provincia…) per una maggiore sinergia tra i diversi livelli e tra eletti e partito.

A Modena

-         Richiesta moratoria sull’inceneritore ed audizione prof. Montanari e Ordine Medici.

          Campagna per l’aumento della R.D spinta, con sperimentazione del porta a porta.

-         Energie: incremento fondi per il risparmio e la promozione delle energie rinnovabili

-         Mobilità sostenibile: più trasporto pubblico, modifiche al PUM e Piano Sosta sopra citate

-         Pm10: interventi strutturali e blocchi più incisivi

-         Sostegno alla cooperazione internazionale

-         Chiusura del Centro di Permanenza Temporanea